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Napoli, Gattuso: «Sampdoria? Tutte le partite sono difficili. Ibrahimovic kamikaze»

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Gennaro Gattuso, allenatore del Napoli prossimo avversario della Sampdoria, ha parlato al termine del match vinto contro il Crotone: le sue dichiarazioni

Gennaro Gattuso, allenatore del Napoli prossimo avversario della Sampdoria, ha parlato ai microfoni di Sky Sport al termine del match vinto contro il Crotone.

PRESTAZIONE – «Le partite sono tutte difficili, specialmente in Serie A. Devo fare i complimenti alla squadra. Abbiamo sofferto, dobbiamo tenere botta. Il risultato è bugiardo ma mi è piaciuta la mentalità della squadra. Dobbiamo continuare con la consapevolezza che ogni partita è una storia a se. Non è facile giocare ogni quattro giorni. Importante ora è fare meno danni possibile e preparare partita per partita, poi vedremo dove arriveremo».

CLASSIFICA – «Bisogna dare continuità. Sul campo abbiamo 21 punti e non sono pochi. Giovedì ci giochiamo qualcosa di importante, è il primo obiettivo stagionale. C’è la consapevolezza che ci giochiamo qualcosa contro un avversario molto difficile».

CARATTERE – «Non voglio giocatori che assomiglino a me. Voglio una squadra. Ci sono dei momenti in cui non si può di giocare di fioretto, ma serve il coltello tra i denti. Se ci sono giocatori che mi somigliano, non li faccio giocare. Voglio un calcio diverso, di palleggio, di superiorità numerica, di catene. Io non sarei stato capace a farlo un calcio così da giocatore. Io non rinnego me stesso, sono orgoglioso di quello che ho fatto, ma negli ultimi anni il calcio è cambiato. Si palleggia di più, si cerca la superiorità numerica con il palleggio. Siamo stati bravi a imparare dagli altri».

ZIELINSKI – «Mai visto gente saltare l’uomo come lui. Danza con il pallone. Ha grandissima qualità. Gli manca quei sette e otto gol per essere completo. Ha il tiro, ha la balistica. Dopo il Covid ha fatto fatica ma è veramente forte, mi piace molto e ha grandi margini di miglioramento».

IBRAHIMOVIC – «Secondo me gli rompevo più io le scatole a lui che il contrario. Tante volte doveva stare zitto. Bisogna essere bravi anche a parlare. Lui su questo tante volte non guarda in faccia a nessuno. È un kamikaze. Gli dicevo di non distruggere gli Abate. Per me a lui gli ha fatto passare l’inferno. Non è un caso che a 40 anni riesce a fare la differenza. Ha un fisico che l’aiuta e una tecnica immensa. Per il Milan è stato qualcosa di importante. Lui se perde una partita in allenamento ti spacca lo spogliatoio in due minuti, capisci che mentalità ha. Adesso hanno tutti il telefonino in mano, sono cambiati i tempi, dobbiamo essere noi bravi a capire nel mondo in cui viviamo. Non possiamo educare i figli come ci hanno educato i nostri padri, vale la stessa cosa per i calciatori. A me la musica negli spogliatoi non piace, ma si usa e quindi bisogna accettarlo. Noi andavamo alla ricerca di maggiore concentrazione, ma venivamo da una scuola diverso e oggi non puoi essere troppo martello su queste cose. Noi eravamo diversi».

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