Editoriale

A Natale puoi… ripartire quanto prima

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La sconfitta del San Paolo fa male perché arriva in un periodo negativo, ma la prestazione fa ben sperare: il Natale è il punto di svolta

Perdere fa sempre male: non lo scopriamo adesso, non lo scopriamo noi. C’è da dire, però, che con il Napoli la squadra di Giampaolo è tornata a muoversi, a giocare come sa, e ha rischiato di fare molto male al Napoli, che avrebbe potuto cedere il passo alla Juventus, la vera ammazza-grandi di questo campionato. C’è da dire che l’assenza di Zapata ha, teoricamente, pesato sull’economia della squadra, ma dall’altro lato c’è da sottolineare come il colombiano in queste ultime settimane fosse un po’ in debito di condizione, oltre che un po’ distratto nel rettangolo di gioco (vedere la gara di Tim Cup, o anche quella casalinga col Sassuolo). A conti fatti, insomma, la squadra era quella migliore che si potesse schierare sabato e la sconfitta è arrivata esclusivamente per degli errori individuali. Da un lato quello di Barreto, dall’altro quello di Ferrari, che, così come Zapata, sembra attraversare un periodo di poca grazia e di poca sostanza. Sapendo che, però, il suo diretto sostituto è quel Regini che ha depauperato la ricchezza della Coppa Italia, bisogna costringere l’ex Crotone a stringere i denti e ritrovare quanto prima la testa e la condizione. Su Barreto poco da dire: è un giocatore che quando c’è da coprire e da correre è al primo posto, e sapete bene quanto lo abbia già criticato in fase di costruzione e di conclusione. Un errore succede, anche a chi nel ruolo di gregario si distingue facilmente.

Al San Paolo, a conti fatti, la Sampdoria non ha demeritato, anzi ha messo in difficoltà quella squadra che viene osannata in ogni dove e in ogni modo: lo ha fatto grazie a un Ramirez incredibilmente in giornata di grazia, dalla punizione – aiutata da Reina, che si è confermato come uno dei portieri più indecisi del nostro campionato – al gioco tra le righe. Negli individualismi, però, il Napoli ha saputo essere più forte, ha saputo primeggiare, soprattutto in quelle scorribande targate Allan e Insigne, che hanno un po’ approfittato delle indecisioni difensive e un po’ anche di quelle di Viviano, non un primatista delle respinte, ma che, diciamocelo, non è che potesse fare miracoli. Quello che pesa, allo stato attuale, è il fatto che la Sampdoria in cinque partite ha raccolto appena un punto e che questo blackout sta gravando moltissimo sulla classifica: pur avendo mantenuto il sesto posto, grazie a un vantaggio discretamente ampio accumulato nella prima metà di campionato, adesso i blucerchiati sono appaiati in classifica con l’Atalanta, che ha compiuto una rimonta importantissima e che vuole andare a riprendersi ciò che le spetta, ossia una qualificazione alla prossima Europa League (competizione nella quale sta, tra l’altro, ottimamente figurando). Occhio anche all’Udinese, che con Oddo ha inanellato quattro vittorie di fila, e al possibile ritorno del Milan. La corsa è accesa.

Se non ci fosse stato questo blackout state pur certi che della sconfitta di Napoli ci saremmo dimenticati subito, perché sarebbe stata soltanto un’ovvia e scontata parentesi in un campionato perfetto: purtroppo, però, le sconfitte con Lazio e Sassuolo, in casa per di più, la sconfitta di Bologna e il pareggio di Cagliari, gravano moltissimo su questo mese doriano. Dove si potrà andare adesso ce lo dirà l’inizio dell’anno nuovo ma dipenderà moltissimo dal rendimento anche delle altre squadre: le soddisfazioni dovranno arrivare, perché il campionato ci aveva fatto odorare il profumo del successo, dell’annata del riscatto, del ritorno in una Europa League da giocare con orgoglio, in stile Atalanta. Non vanifichiamo tutto adesso: ripartiamo dalla Spal. 

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