
Gianluca Pagliuca, ex Sampdoria, ha ricordato il mito blucerchiato Pietro Battara in un’intervista. Le dichiarazioni emerse
La storia della Sampdoria perde una delle sue figure più rappresentative. Pietro Battara è scomparso all’età di 90 anni, lasciando un’eredità profonda nel mondo blucerchiato. Un uomo capace di attraversare epoche diverse del club, dalla fase più difficile fino alla grande era di Mantovani.
A raccontarne il valore è stato Gianluca Pagliuca, intervistato da La Repubblica. L’ex portiere dello scudetto ha ricordato Battara come una presenza fondamentale nel suo percorso e nella crescita che lo portò a diventare uno dei protagonisti della storia della Sampdoria. I funerali si terranno domani 29 settembre alle ore 10 nella Chiesa di San Pietro di Quinto. Le parole:
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RUOLO BATTARA CARRIERA – «E’ la persona più importante che abbia mai avuto e, per il periodo a Genova, lo metto sullo stesso piano di Mantovani, Boskov, Borea. Domani sarò al suo funerale».
PERCORSI – «È stato fondamentale per la mia carriera. Il primo anno a Genova mi allenavo il mattino con la squadra e il pomeriggio con lui. Gli insegnamenti di quelle sedute individuali mi hanno accompagnato fino alla fine e mi sembra ancora di sentire i suoi rimproveri per le cose fatte male».
CRESCITA – «Stiamo parlando del preparatore dei portieri più bravo di sempre, ma soprattutto una persona meravigliosa, lo considero come un secondo padre. Ci sentivamo ancora ogni tanto. Sono veramente dispiaciuto. Novant’anni è una bella età, ma ci sono rimasto male lo stesso. Gli volevo tanto bene, non posso dimenticare tutto quello che ha fatto».
CUORE BLUCERCHIATO – «Era davvero innamorato, era molto più legato a Genova e alla Sampdoria che a qualsiasi altro club. Anche a Bologna è rimasto tanti anni, ma non c’è paragone, per Battara c’era solo la Sampdoria. Non a caso era rimasto anche a vivere in città».