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Panchina Sampdoria, le differenze tattiche tra Pecchia e Possanzini: come sarebbero le due squadre del futuro

Il profilo di Fabio Pecchia e di Possanzini a confronto dal punto di vista tattico in quanto accostati alla Sampdoria: le ultime sui due allenatori
La Sampdoria sta valutando attentamente i candidati alla panchina, il sogno quasi utopico rimane Fabio Pecchia reduce tra tre promozioni ed ex calciatore blucerchiato. Per queste ragioni rimane senz’altro l’allenatore più ambito. Inoltre sarebbe quello che si accosterebbe meglio ai blucerchiati in quanto, nel corso della sua carriera, ha prediletto moduli come il 4-2-3-1 e il 4-3-3, puntando sulla costruzione dal basso e sul possesso palla come arma principale.
Le sue squadre cercano di controllare il ritmo delle partite attraverso il fraseggio, garantendo equilibrio tra fase difensiva e offensiva. Il 4-2-3-1 gli permette di sfruttare due centrocampisti centrali abili sia nell’impostazione sia nella protezione della difesa, mentre la trequarti deve offrire qualità e mobilità per supportare la punta centrale. Nel 4-3-3, le mezzali hanno compiti chiave nella progressione della manovra e nella pressione immediata dopo la perdita del pallone.
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L’approccio di Possanzini ed il modulo dell’allenatore del Mantova
Diverso è l’approccio di Davide Possanzini, che ha guidato con successo il Mantova e alterna moduli come 4-3-3, 4-2-3-1 e 4-4-1-1. La sua filosofia punta a una maggiore verticalità, accelerando il gioco e sfruttando gli spazi negli ultimi trenta metri, pur mantenendo il possesso palla come elemento strategico.
Il tecnico dei virgiliani è noto per cercare una forte identità offensiva e una gestione dinamica dei giocatori in fase di attacco rapido, adattando le scelte tattiche alle caratteristiche della rosa a disposizione.
Il ruolo di Tjas Begic, stella dei blucerchiati
In entrambi i casi, il riscatto di Tjas Begic dal Parma potrebbe diventare determinante. Il jolly sloveno, grazie alla sua duttilità tattica, può ricoprire più ruoli in entrambe le configurazioni offensive: come trequartista nel 4-2-3-1 o come ala/seconda punta nel 4-3-3. La sua flessibilità rende più agevole l’adattamento ai moduli di Pecchia e Possanzini, offrendo soluzioni immediate per rinforzare la trequarti e l’attacco della Sampdoria.

