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Paratici svela: «Su Lewandowski anche la Samp»

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L’ex ds blucerchiato ricorda i tempi alla Samp: «Era derby per Lewandowski, ma visionai anche Szczesny. L’altro obiettivo era Blaszczykowski»

Lontano da Genova da ormai 8 anni, Fabio Paratici è tra i più brillanti dirigenti di Serie A. La stoffa si vedeva già ai tempi della Sampdoria dove, appena appesi gli scarpini al chiodo, aveva cominciato a muovere i primi passi da capo osservatore e successivamente da direttore sportivo. Paratici, colonna portante dello staff dirigenziale della Juventus, è stato intervistato dallo stesso portiere bianconero Wojciech Szczesny, che conduce la trasmissione Prosto w Szczene: «Ti conosco molto bene, ti seguo dall’Under 16 quando ero alla Sampdoria. Ti visionai – ricorda l’ex ds doriano – all’epoca ero capo scout della Samp, il calcio è la mia passione».

Così come adesso, la Sampdoria era già molto attenta al mercato polacco. Oltre a Szczesny, i profili seguiti erano di grande caratura: «Lewandowski? Quando ero alla Sampdoria lo seguivamo, c’era un derby con il Genoa. Era al Lech Poznan, l’altro nostro obiettivo era Blaszczykowski. Andarono al Dortmund, scelsero la Germania anche per via della lingua. Lewa esplose quasi subito al Borussia», ricorda Paratici, che poi conclude con un confronto tra i due club per cui finora ha lavorato: «Alla Samp era più semplice scommettere sui giocatori, mentre alla Juve la competitività è più alta e serve molto, devi valutare che in alcuni anni questi giovani siano realmente pronti. La cosa peggiore per uno scout – spiega – è scoprire un talento per se stesso e non ai fini della squadra: è una cosa bruttissima. Dopo vari mesi un giocatori lo conosci alla perfezione, ma devi conoscerlo anche personalmente, e lì viene il difficile per capire che carriera avrà. È importante anche conoscere i famigliari».


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