2014

Parma-Samp, la festa ignorata dai quotidiani italiani

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Un’Italia (calcistica, ma non solo) divisa: questo è il quadro che apparso in questo week-end di pallone nel nostro paese. Due scenari totalmente diversi tra sabato sera e domenica; due città diverse – Roma e Parma – ma sopratutto due mondi diversi, nonostante si parli sempre di Italia.

Sabato sera, prima della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli, erano andati in scena diversi scontri tra tifosi fuori dall’Olimpico. In più, una gravissima sparatoria in via Tor di Quinto, che ha portato un tifoso partenopeo in fin di vita, segno di come il calcio rappresenti un’occasione di sfogo per le persone sbagliate. Poi la “trattativa”, come l’hanno ribattezzata in molti; mediatore Genny a’ carogna, tipico rappresentante delle Nazioni Unite con tanto di maglia con scritto “Speziale libero”. Insomma, lo Stato – non solo il calcio – si dimostra debole.

Intanto, ieri a Parma, si è consumata una giornata all’insegna dell’amicizia: la festa del gemellaggio gialloblucerchiato ha portato per le strade delle cittadina emiliana molte persone, tifosi che si scambiavano sciarpre o addirittura coppie i cui componenti erano uniti dall’amore, ma divisi dalla fede. In più, un ricordo all’unisono di Vujadin Boskov, forse il miglior simbolo di questo calcio genuino. Un bello spettacolo, a dimostrare che un altro calcio è possibile, se c’è responsabilità e collaborazione.

Cosa è rimasto di ciò che è successo ieri allo stadio Tardini e nei suoi dintorni? Nulla. O quasi. Basta guardare i giornali italiani: “Il Corriere dello Sport” dedica dieci righe alla festa gialloblucerchiata in un piccolo articolo sulla gara, ma gli scontri dell’Olimpico occupano sempre quattro pagine. “Tuttosport” riesce in un’impresa più titanica: una pagina per le vicende di sabato sera, zero righe per la festa di ieri tra i tifosi di Parma e Samp. Se arrivasse un alieno oggi, non saprebbe nulla del bel clima respirato tra piazza Ghiaia e dintorni.

Infine, “La Gazzetta dello Sport”: quattro pagine sui rapporti pericolosi tra calcio e tifoseria, sui Daspo e sulla guerriglia urbana svoltasi poco lontana dallo stadio di Roma. Però almeno la Rosa riesce a parlare in maniera più estesa – 15 righe – del gemellaggio tra le due squadre e del ricordo di Vujadin Boskov. Tutto sfuma dentro l’articolo, ma qualcosina rimane.

E cosa è rimasto invece al sistema del calcio italiano? Forse nulla. Da domani continueremo a parlare dei vari Genny che troveremo nei nostri stadi e forse a fare nulla per avere degli stadi, ma sopratutto una cultura migliore. Intanto, Parma-Samp è passata sotto silenzio. E quelle bandiere sventolanti all’unisono, seppur avversarie, rimarranno solo nel ricordo di chi le ha vissute. Di chi ha vissuto una giornata di vero calcio.

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