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Pecini: «Praet? Giocatore di livello assoluto»

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È stato finora un mercato di grandi movimenti per la Sampdoria, come spesso accaduto da quando al timone della società c’è Massimo Ferrero, ma c’è una particolarità in questa sessione: mai si erano viste tante cessioni e così tanti arrivi, quasi tutti giovanissimi e mai si era visto una trasferimento come quello che ha portato Dennis Praet alla Sampdoria, un costo che si avvicina a quanto speso per Muriel e a quanto spese Enrico Mantovani per portare sotto la Lanterna El Burrito Ariel Ortega nel 1998. C’è stata una grande attività di scouting dietro questo mercato, e l’autore è come al solito Riccardo Pecini.

Intervistato dal Secolo XIX in edicola oggi, il talent scout blucerchiato ha raccontato di come ha scovato Praet: «Stiamo parlando di uno dei giovani più di prospettiva a livello europeo, a 22 anni ha già la giusta dose di esperienza, crediamo che alla Samp possa fare il salto successivo e diventare un giocatore di livello assoluto. È un investimento motivato da potenzialità, quaità attuali e di crescita futura. Dal punto di vista dello scouting – rivela Pecini – lo conoscevo da anni, prima ancora che andasse all’Anderlecht. Lo abbiamo sempre seguito e lo conosciamo bene: solo nella scorsa stagione abbiamo visto almeno 15 partite dell’Anderlecht dal vivo, senza contare quelle in DVD o altri mezzi. Praet è quel tipo di giocatore che vai a prendere perché lo conosci, non tanto per. Serviva l’opportunità e questa è nata lo scorso gennaio».

Il contratto di Praet era in scadenza a giugno 2017, da gennaio sarebbe stato possibile prenderlo a 0, ci si chiede perché spendere ora tutti quei soldi. Pecini racconta che il prezzo al di là della scadenza contrattuale è quello giusto, che dopo le cessioni di Correa e Soriano serviva un giocatore con quelle caratteristiche e che se si fosse andati a scadenza l’acquisto sarebbe stato impossibile ingaggiare Praet perché si sarebbero create condizioni a cui la Samp non poteva competere con società come Lazio, Southampton o Siviglia. È inoltre servito un grande lavoro umano per convincere giocatore e padre, che spesso ha visitato Genova, centro sportivo e stadio prima della firma. Come caratteristiche invece, Pecini racconta che Praet è un giocatore tecnico, con propensione offensiva e grandi abilità nel passaggio, nelle letture e di gran dinamismo, proprio quello che aveva chiesto mister Giampaolo. Deve ancora lavorare sulla finalizzazione e sui movimenti senza palla, ma che imparerà presto: del resto, ha già iniziato ad apprendere l’italiano.

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