Pellegrini ricorda Mantovani e guarda alla Sampdoria: «Gli avversari devono avere paura di giocare qui!» - Samp News 24
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Pellegrini ricorda Mantovani e guarda alla Sampdoria: «Gli avversari devono avere paura di giocare qui!»

Luca Pellegrini, ex giocatore della Sampdoria, ha rilasciato delle dichiarazioni in ricordo del presidente Paolo Mantovani e sui blucerchiati di Bernardo Corradi

Al centro sportivo Mugnaini è stato ricordato Paolo Mantovani, con la dedica di una targa nel piazzale antistante la struttura. Alla cerimonia non poteva mancare Luca Pellegrini, capitano della squadra dello Scudetto, salito sul palco insieme all’ex compagno Marco Lanna. Pellegrini ha poi ricordato il suo presidente e analizzato anche il presente blucerchiato, riporta Il Secolo XIX.

Pellegrini e l’emozionante ricordo di Paolo Mantovani

Il legame tra Pellegrini e Mantovani resta fortissimo. L’ex capitano ha sottolineato soprattutto la capacità del presidente di costruire una società capace di programmare con largo anticipo.

IL RICORDO DI MANTOVANI – «Quando si parla di una persona che è stata la storia, la pietra miliare di tutto quanto è venuto dopo, è normale emozionarsi, vivere momenti da pelle d’oca, come ho avuto in quel frangente e ho ancora. Il presidente era una persona unica, lungimirante, con il cervello che andava a mille all’ora. Se pensiamo da dove è partito e cosa ha fatto, dal punto di vista imprenditoriale… e stessa cosa nello sport. Eppure non so fino a che livello conoscesse il calcio. Poteva essere tifoso, ma riuscire a costruire tutto ciò che ha fatto non è da tutti».

IL SEGRETO DI QUELLA SAMPDORIA – «Non conoscendo la materia al 100% si è sempre avvalso della collaborazione dei top del momento. La Samp dello Scudetto era composta da tutti giocatori che si erano messi in evidenza in Serie B e C, tolto il Mancini della situazione che era l’eccezione. Poi all’inizio c’era un direttore sportivo, Claudio Nassi, che veniva a parlare con le nostre famiglie per capire tutto ciò che il curriculum non poteva dire. Spesso agivano in sinergia col presidente, uno il braccio e l’altro la mente. In seguito c’è stato il proseguimento con Borea che ha continuato sulla scia lasciata da Nassi: prese Pagliuca, Invernizzi. Insomma, non si pensava all’oggi, ma già al dopodomani».

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L’ex difensore ha quindi allargato il discorso ai cambiamenti vissuti dal calcio negli ultimi decenni, sottolineando l’importanza di recuperare il rapporto diretto tra squadra e tifoseria.

IL CALCIO DI OGGI – «Ma purtroppo il calcio è la fotografia del mondo in generale. Valori, educazione, principi. Cose che adesso si fa fatica a trovare. Solo i vecchi potrebbero trasmetterle, ma è da capire se chi recepisce il messaggio è fertile oppure duro come un sasso».

LANNA BRAND AMBASSADOR – «Assolutamente, del resto da presidente fece proprio questo. Riavvicinò la gente, in una situazione di difficoltà in cui il tifoso doriano, in passato abituato bene, si stava un po’ allontanando. Aggiungerei, a questo proposito: bisognerebbe far sì che i giocatori iniziassero a tornare nei club. Noi lo facevamo. Ogni settimana Mantovani mandava due giocatori in un club e in una scuola elementare. Io una volta ero via con la nazionale. Nella mia testa pensavo di rientrare a Genova con calma la mattina, ma il presidente mi disse di tornare la sera stessa perché, il giorno seguente, dovevo andare in un club. Per cui, presi subito l’aereo delle 22 da Roma. Sono tutte sfumature che possono ricreare un feeling con la tifoseria che non si è spezzato, ma un po’ allungato sì».

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Pellegrini sulla squadra: «Venerdì ad Avellino si capirà qualcosa in più»

Non è mancato uno sguardo alla Sampdoria attuale. Per Pellegrini sarà fondamentale mantenere compattezza attorno alla squadra e sfruttare la spinta del pubblico, soprattutto nelle gare casalinghe.

LA NUOVA SAMPDORIA – «La sensazione può anche essere buona, ma il tifoso si accende con poco. Per cui bisogna aspettare, dare fiducia, stare vicini alla squadra. E poi a fine partita ci può stare tutto. Però il supporto dei tifosi diventa fondamentale. Gli avversari devono avere paura di giocare qui. Deve essere pesante. Chiaro che vincere aiuta a vincere, ed è un peccato questa sosta lunga, perché con un risultato positivo, sulle ali dell’entusiasmo, magari potevi fare filotto. Venerdì ad Avellino si capirà qualcosa in più».

Tra i tanti ricordi dell’epoca d’oro, Pellegrini ha infine raccontato un episodio della stagione 1984-85, quella conclusa con il quarto posto in campionato e la conquista della Coppa Italia. Poche parole di Mantovani furono sufficienti per scuotere l’intero spogliatoio dopo una sconfitta ad Ascoli.

L’EPISODIO DEL 1984-85 – «Un episodio della stagione 84/85, quando a fine stagione fummo quarti e vincemmo la coppa Italia. Dopo una brutta trasferta ad Ascoli – perdemmo 2-0 – ritiro punitivo all’Hotel Versilia Holiday, uscita autostradale di Viareggio. Lui arrivò al mercoledì mattina, improvvisamente. Tant’è che Vierchowod, di solito un precisino con gli orari per non prendere la multa, arrivò tardi alla riunione. Mantovani disse una dozzina di parole, includendo il “buongiorno” all’inizio e alla fine: “Buongiorno. Ricordatevi che dietro di voi ci sono giovani più affamati. Buongiorno”. Quindi si alzò e uscì dalla sala, senza fermarsi a salutare nessuno. Ci toccò nel vivo».

Parole che restituiscono ancora una volta il peso avuto da Paolo Mantovani nella storia della Sampdoria e il legame rimasto intatto con i protagonisti di quella squadra entrata nella storia del calcio italiano.

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