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Puggioni: «Ho sempre lavorato tanto e in silenzio. Per me è facile, tifo Sampdoria»

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La belle storie sono quelle che arrivano dopo tantissima sofferenza. Questa è la storia dell’estremo difensore della Sampdoria: Puggioni. Presentatosi davanti ai microfoni di SkySport, visibilmente emozionato, l’estremo difensore blucerchiato parla della sua storia personale. Il Chievo che lo aveva tenuto fuori per due anni, la Sampdoria nel cuore e in campo. Questo è Puggioni, un vero blucerchiato che ha realizzato il suo sogno: giocare nel derby contro il Genoa.

«Penso che l’epilogo delle storie, delle situazioni, deriva dal lavoro dall’impegno nell’inseguire i propri sogni. Voglio credere che tutto questo sia meritato. La sciarpa della nonna? Da piccolo poteva essere un azzardo sognare così tanto in alto, o l’Everest o nulla. Abbiamo scelto l’Everest ed è andata bene. I miei figli? Sono avvantaggiati hanno già vinto perché come dice la canzone: “per che squadra tieni come il mio papà”.

 
Questa partita arriva dopo 2 anni e otto mesi lontano dai campi, esilio voluto da una società che non voleva farmi giocare. Ho avuto la fortuna che la Sampdoria mi ha voluto di nuovo sul prato verde, da quel giorno ho dato anima e cuore, anche se è facile per la mia fede calcistica. Credo che l’epilogo sia nato dal mio passato ed ecco perché vedete in me questa calma. Ho sempre lavorato tanto e in silenzio aspettando l’occasione: penso che la partita più difficile con me stesso e la partita più importante per la mia città io sia riuscito a vincerla tenendo la giusta concentrazione e mandando un messaggio a tutti i bambini che giocano e calciano un pallone. Bisogna guardare a oggi, a quello che è successo, perché è troppo bello».

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