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Rebus giovani: Montella punta sull’esperienza per la salvezza

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Vincenzo Montella va in controtendenza rispetto al lavoro della società, che sta accelerando i tempi del progetto “Accademia del calcio” di Bogliasco per migliorare la logistica e l’impiantistica del settore giovanile. L’allenatore della Sampdoria si sta affidando, infatti, sull’esperienza e l’età media della formazionale iniziale sta salendo: nel match contro il Chievo era di 28,27 anni con due soli giocatori, Fernando e Dodò, sotto i 25 anni. E il secondo non è nemmeno di proprietà. Quattro, invece, erano sopra i 30 anni: Silvestre, Moisander, Cassano e Quagliarella.

 

Per conquistare la salvezza non ci si può soffermare su questi particolari, ma per programmare il futuro sì: la Sampdoria deve tornare ad essere una società formatrice, un trampolino di lancio per talenti e, quindi, deve scovarli con lo scouting e poi crescerli. Senza le ricapitalizzazioni da parte della proprietà, le plusvalenze sono fondamentali per la sopravvivenza economica. In quest’ottica, infatti, era stata costruita la squadra nella passata stagione. Rispetto a Walter Zenga, a cui è stato espressamente chiesto di valorizzare i giovani, Montella, come riportato da Il Secolo XIX, ha avuto carta bianca e non si è allineato sulla linea verde.

 

E, infatti, a gennaio Rocca e Bonazzoli sono stati ceduti in prestito, Pereira è stato ad un passo dal Leicester e si è partiti da Immobile per l’attacco finendo poi per puntare su Quagliarella. Ora, invece, è difficile che il club inglese torni a bussare alla porta della Sampdoria per Pereira, che nel 2016 ha giocato solo un’oretta a Carpi per l’infortunato Cassano. Per fargli riassaporare il ritmo-partita è stato aggregato sabato alla Primavera per disputare un’amichevole a Nizza. La sensazione, dunque, è che Montella punti su giocatori già pronti.

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