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Giampaolo: «Cuore caldo e mente fredda. Serve un colpo in trasferta»

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Giampaolo ha messo nel mirino il Venezia: le parole del tecnico della Sampdoria alla vigilia del match a La Gazzetta dello Sport

Marco Giampaolo ha messo nel mirino il Venezia: le parole del tecnico della Sampdoria alla vigilia del match a La Gazzetta dello Sport.

SAMPDORIA«A Venezia voglio una squadra lucida o, come si dice, con il cuore caldo e la mente fredda. Il sentimento della paura è sbagliato. Quella, può averla chi oggi è in guerra. I calciatori, no: hanno le loro responsabilità, ma il calcio è anche un divertimento. Ecco, sì. Serve una Samp consapevole».

LUCIDITA’ «Ho preparato la gara soprattutto sul piano tecnico. Cercando, in parallelo, di toccare pure quegli aspetti mentali che poi influiscono sulla partita e che la sfida si porta dietro. Le tensioni ci devono essere. Ma serve lucidità».

SABIRI«Sta bene. Devo decidere se farlo giocare dall’inizio o a gara in corso, ma in assoluto giocherà chi sta meglio fisicamente».

FINALE«Appena tornato qui, dissi che avremmo avuto gare importanti e altre determinanti. Questa partita è molto importante. Va giocata come una finale, ricordandosi però che di finali, compresa questa, ne restano nove».

TIFOSI«Rappresenta un attestato di vicinanza. Ma poi occorrerà che i ragazzi giochino la partita. Le altre sono chiacchiere».

TRASFERTE FLOP – «Bisogna andare a fare un colpo, o magari anche due, lontano da casa. Dobbiamo maturare anche in trasferta qualche risultato importante: deve succedere».

SPEZIA SALVO«No. Ci sono ancora 27 punti in palio: troppi».

VENEZIA«Molte volte fa meglio un giocatore libero di testa… Giochiamo contro una diretta concorrente per la salvezza, non possiamo scappare da questo tipo di responsabilità. Ma aggiungo: se fai la prestazione, che deve essere un mantra, il risultato arriva otto-nove volte su dieci. Il Venezia è una squadra camaleontica, che sa adattarsi all’avversario senza rinunciare al suo modo di fare calcio, con pregi e i difetti. Va rispettata».

GARA STRANA«Vero. Arriviamo allo stadio in traghetto, si gioca all’ora di pranzo, su un campo più piccolo, dove il pallone non sta mai fermo, con gli spalti vicinissimi al terreno di gioco. Devi entrare in partita molto prima che cominci…».

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