
La Sampdoria ha avuto un grandissimo presidente: Paolo Mantovani! Diversi sono stati i giocatori che hanno reso grande il club
C’è stato un tempo in cui il calcio italiano non era un dominio esclusivo delle grandi potenze tradizionali, ma sapeva regalarci favole straordinarie capaci di conquistare la scena nazionale ed europea. In questo panorama unico, la Sampdoria vissuta tra gli anni ’80 e i primi anni ’90 rappresenta il vertice più alto, romantico e affascinante della storia della Serie A.
Al centro di questo capolavoro c’era un uomo unico e visionario come il presidente Paolo Mantovani, capace di rilevare la società nel 1979 in Serie B e trasformarla in un club vincente, fino allo storico Scudetto del 1991, alle 4 Coppe Italia, alla Supercoppa Italiana, alla Coppa delle Coppe e alla leggendaria finale di Coppa dei Campioni disputata a Wembley nel 1992 contro il Barcellona.
La Sampdoria di Mantovani e il valore della famiglia nel calcio
La visione di Paolo Mantovani andava ben oltre l’aspetto puramente economico o tattico, poggiando su un valore fondamentale come il senso di appartenenza. Per il presidente, la squadra non era un’azienda ma una vera estensione della propria famiglia, dove i calciatori non venivano considerati mere plusvalenze di bilancio.
Paolo Mantovani scovava talenti emergenti e li affidava a tecnici straordinari come Vujadin Boškov e prima ancora Eugenio Bersellini, proteggendo le sue stelle dai corteggiamenti dei grandi club del Nord per creare un blocco coeso e insuperabile.
La Sampdoria di Mantovani e i campioni consacrati a Genova
I grandi trionfi blucerchiati sono stati firmati da fuoriclasse assoluti che a Genova hanno scritto pagine indelebili. In attacco brillava la leggendaria intesa dei “Gemelli del Gol” formata da Roberto Mancini, simbolo e leader tecnico per oltre un quindicennio, e Gianluca Vialli, straordinario trascinatore e cannoniere. La retroguardia poggiava su pilastri del calibro dello “Zar” Pietro Vierchowod, tra i difensori più forti della storia, del giovane portiere Gianluca Pagliuca e di elementi rocciosi e costanti come Moreno Mannini, Luca Pellegrini e Marco Lanna.
La manovra veniva completata dall’energia inesauribile dell’ala Attilio Lombardo e dalla sostanza di mediani e jolly preziosissimi quali Fausto Pari, Giovanni Invernizzi, Alberico e Evani e Ivano Bonetti.
La Sampdoria di Mantovani e la classe internazionale dei suoi interpreti
A dare sostanza e respiro internazionale a quella rosa straordinaria contribuirono anche stelle straniere d’inestimabile valore. Il fosforo di Toninho Cerezo e la fisicità di Srečko Katanec garantivano un equilibrio tattico perfetto, arricchito dall’estro e dalla potenza del campione sovietico Aleksej Michajličenko.
Un percorso d’eccellenza tracciato negli anni precedenti da fuoriclasse britannici come Graeme Souness e Trevor Francis, fondamentali nell’insegnare la mentalità vincente. La scomparsa di Paolo Mantovani nell’ottobre del 1993 ha chiuso un ciclo unico, ma la sua lezione insegna ancora che passione, visione e valori umani possono trasformare qualsiasi sogno in realtà.