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Montali: «Garrone? Il problema fu la famiglia. Ecco cosa penso di Ferrero»

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Guido Montali, addetto agli arbitri della Sampdoria, ha raccontato la sua lunga carriera. Le sue dichiarazioni a Il Secolo XIX

Guido Montali, addetto agli arbitri della Sampdoria, si è raccontato a Il Secolo XIX. Le sue dichiarazioni.

PENSIONE – «A 81 anni è forse il tempo che riposi un po’. Però Ferrero ha detto che finché c’è lui vorrebbe che restassi. E io tengo duro».

SCUDETTO – «Ricordi bellissimi. È stato un periodo incredibile. Una favola. Ricordo il presidente Paolo Mantovani, una persona meravigliosa e con un grande carisma. Ricordo Paolo Borea, un grandissimo direttore sportivo, fu lui che mi volle alla Sampdoria. Quando arrivai feci un po di ordine nello spogliatoio, iniziammo a fare le cose un pochino per bene. Mantovani diede subito unimpronta precisa alla società».

MANTOVANI – «Anche 6-7 anni prima di riuscirci. Le idee di Mantovani erano giuste, e aveva una determinazione straordinaria. Ha iniziato a mettere tutti i tasselli ai posti giusti: i giocatori, l’allenatore, i dirigenti. E pian piano la squadra ha iniziato a crescere. Ma dico unaltra cosa, anche un po contro la classe arbitrale con la quale peraltro ho sempre avuto un ottimo rapporto: se ci fosse stato il Var lo scudetto della Samp non sarebbe uno. Un altro lo avremmo vinto e forse anche di più».

VINCERE OGGI – «Molto e ancor più per un club come il nostro che arrivava dalla Serie B. Siamo partiti se non da zero, quasi. E se ci pensate si tratta di un’impresa straordinaria. Ripeterla? Vorrei che fosse la Sampdoria a ripeterlo ma oggi è difficile. C’è una squadra che ci sta provando in Italia, ed è l’Atalanta. Non so se ci riuscirà però è molto più complicato di allora. Con i soldi che girano adesso nel mondo del calcio, il divario tra le grandi e le altre si è allargato ancora di più».

GARRONE – «Negli anni tutti i dirigenti hanno lasciato, chi è andato via, chi è andato semplicemente in pensione. L’insegnamento di Paolo Mantovani è stato raccolto e ci sono persone che si sono distinte. Cito un grandissimo dirigente, secondo me adesso il numero uno non solo in Italia ma in Europa, ed è Beppe Marotta. Anche Umberto Marino è un grande dirigente, non per niente è direttore generale all’Atalanta e ha imparato il mestiere da Marotta. Poi Duccio Garrone, una grandissima persona, un grande presidente. Anche suo figlio Edoardo, però la famiglia non era d’accordo che si proseguisse con la Sampdoria».

FERRERO – «Tanti Sampdoriani non lo vedono di buon occhio ma è un buon presidente. Lui ha il suo modo di fare ma una volta che entrammo nello stadio mi fece vedere le gradinate e mi disse “Vedi, io vengo da lì”. Questa è stata una grande annata, con un grande risultato. Ecco, è un po’ il nostro scudetto».

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