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Da riserva a capitano della Sampdoria: la strana storia di Murru

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Da riserva a capitano: Nicola Murru punta la Serie A con la Sampdoria e spera di guidarla come in passato ha fatto l’amico Quagliarella

Nel mondo del calcio le storie particolari sono all’ordine del giorno. Spesso giocatori relegati alle retrovie si trasformano in leader delle loro squadre. Un esempio lampante di questa trasformazione è Nicola Murru, terzino della Sampdoria, che ha visto la sua carriera subire una svolta incredibile negli ultimi tempi.

Dopo gli anni d’oro con Marco Giampaolo, dove Murru era considerato un’inamovibile. I successivi, dopo l’arrivo di Tommaso Augello dallo Spezia, si sono trasformati in un incubo. Il terzino era considerato una riserva, di lusso dato l’ingaggio, nella fascia sinistra della difesa della Sampdoria. In un batter d’occhio però per Murru è tornata l’occasione di brillare quando Augello è stato ceduto al Cagliari e Andrea Pirlo lo ha trasformato in centrale.

Con il cambio di allenatore sulla panchina della Sampdoria, Murru è emerso come una pedina inamovibile dello scacchiere tattico. Il giovane terzino ha dimostrato di possedere tutte le qualità richieste dal tecnico, tra cui una solida determinazione e una notevole capacità di adattamento.

Il percorso di Nicola Murru non si è fermato al diventare un titolare indiscusso. Ha anche ricevuto l’onore di essere nominato capitano della Sampdoria, un ruolo che comporta una grande responsabilità ma che Murru ha abbracciato con entusiasmo. Il calciatore eredita la fascia che è stata di Fabio Quagliarella, Bartosz Bereszynski ed Emil Audero, deve ancora dimostrare di avere le qualità di leadership necessarie per guidare la squadra sia sul campo che nello spogliatoio, ma le prime parole sul dover cercare di centrare la Serie A al primo colpo sono un ottimo segnale.

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