Editoriale

Sampdoria, non scoraggiarti adesso

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La sconfitta con l’Inter non deve abbatterci: lottiamo per due obiettivi diversi e la voglia in campo si è vista

La sconfitta di San Siro dev’essere una parentesi che può capitare, soprattutto perché significa andare a Milano a perdere contro quella che momentaneamente è la prima della classe: intanto, però, la metti in difficoltà, la costringi a perdere tempo nel finale, le fai notare che ha ancora dei problemi, perché perdere 3-2 è un conto, perdere 3-0 è un altro. Certo è che il Doria sceso in campo ieri sera ha avuto, ancora una volta, due facce: un primo tempo in cui non era ben intenzionata a fare la partita, sicuramente condizionata dalle reti dell’1-0 e del 2-0, e una che nella ripresa ha cercato di sfondare qualsiasi cosa possibile, cambiando anche qualche interprete.

Ecco, parliamo proprio di loro, degli interpreti. È chiaro che la Sampdoria di Giampaolo ha la coperta molto corta in difesa e mentre a centrocampo ci si può concedere il lusso di scegliere chi schierare senza troppe problematiche, nella retroguardia scegliere di far giocare titolare Murru si è rivelato un po’ un azzardo: non mi spiego l’involuzione di quello che nemmeno due anni fa era un terzino molto giovane e molto promettente, ma l’ex Cagliari ha già costretto la dirigenza blucerchiata a tornare sul mercato per prendere Strinic, ora non vorrei costringesse Giampaolo a metterlo nella naftalina per l’intera stagione, tanto da diventare un nuovo Pavlovic. Allo stesso modo penso sia stata adeguatamente ponderata la scelta di schierare Bereszynski e non Sala a marcare Perisic, fatto sta che il polacco ha davvero sofferto sul suo diretto avversario e varie volte Silvestre ha dovuto metterci una pezza. Infine, sembra incredibile visto che è un ruolo davvero atipico, ma anche Puggioni è riuscito ad avere due diversi volti: a parte gli sfottò che sono arrivati nel corso della partita sulla sua condizione fisica, l’estremo difensore nel primo tempo sembrava completamente spaesato, mentre nella ripresa è riuscito a compiere qualche parata degna di nota, soprattutto per evitare che l’Inter dilagasse. Non posso sapere quale sia stato il problema, ma io resto comunque in attesa di sapere quando Viviano sarà nuovamente pronto per scendere in campo: “non c’è fretta” dice Puggioni, ma mi piace credere che il numero 2 blucerchiato possa darci qualcosina in più.

Per il resto, al di là degli aspetti negativi che devono comunque essere analizzati dopo una sconfitta, abbiamo dimostrato di saper sempre soffrire e di voler sempre lottare, di poter continuare a contare su quegli elementi che non smettono mai di sorprendere, come Praet e Torreira, ma anche che Kownacki sta iniziando a seguire le orme di Schick, con i suoi gol dalla panchina. Chissà che non prometta bene anche lui e che nel giro di quest’anno non sbocci definitivamente. Magari con qualche bailamme di mercato in meno e con un po’ più di gioia da parte nostra nel godere delle sue prestazioni. Il segreto, in ogni caso, sta nel non scoraggiarsi, perché domenica c’è il Chievo e potrebbe già essere scontro diretto per il sesto posto. (Con un po’ di ironia).

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