
Emergono nuovi retroscena per la Sampdoria sulla complicata trasferta di Avellino. Dal mancato slittamento del calcio d’inizio alla cancellazione dell’allenamento del giorno successivo, due scelte della dirigenza blucerchiata finiscono sotto la lente d’ingrandimento.
La pesante sconfitta per 4-1 contro l’Avellino continua a far discutere in casa Sampdoria, non soltanto per quanto accaduto sul terreno di gioco. Come ricostruito da Il Secolo XIX, nelle ore immediatamente precedenti e successive alla sfida del Partenio sono state prese due decisioni societarie che hanno inevitabilmente sollevato alcuni interrogativi. Entrambe riguardano la gestione di situazioni legate all’ordine pubblico, ma con conseguenze differenti sull’attività della squadra.
Sampdoria, il pullman arriva in ritardo ad Avellino: perché non è stato chiesto il posticipo?
Il primo episodio risale a venerdì sera, quando il pullman della Sampdoria, diretto allo stadio Partenio, è stato costretto a modificare il proprio percorso a causa degli scontri che stavano interessando l’area circostante l’impianto sportivo.
Le forze dell’ordine hanno infatti disposto una deviazione per ragioni di sicurezza, obbligando la comitiva blucerchiata a percorrere un tragitto più lungo del previsto. Il risultato? L’arrivo allo stadio è avvenuto soltanto alle 19:35, a meno di un’ora dal calcio d’inizio.
Una situazione che ha inevitabilmente ridotto il tempo a disposizione di Bernardo Corradi, del suo staff e dei calciatori per completare le consuete operazioni prepartita. Anche il riscaldamento è stato effettuato in tempi più ristretti, con l’ulteriore difficoltà rappresentata dalla necessità di prendere confidenza con il terreno di gioco sintetico.
Nonostante queste circostanze, la dirigenza della Sampdoria ha scelto di non richiedere uno slittamento dell’inizio della partita. Una possibilità che, secondo la ricostruzione del quotidiano ligure, avrebbe potuto essere presa in considerazione proprio alla luce delle problematiche di ordine pubblico.
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Sampdoria, allenamento annullato dopo il ko: decisivi i timori legati alla sicurezza
Il secondo episodio riguarda invece quanto accaduto sabato mattina, quando la Sampdoria avrebbe dovuto sostenere una seduta di allenamento dopo il rientro dalla trasferta campana.
Anche in questo caso, secondo quanto riferito da Il Secolo XIX, sono state le questioni di sicurezza a incidere sulla programmazione della società. La dirigenza blucerchiata, dopo essersi confrontata con il responsabile interno della sicurezza, ha deciso di cancellare l’allenamento previsto.
Alla base della scelta ci sarebbe stata l’impossibilità, da parte della Digos, di assicurare un adeguato presidio presso il centro sportivo, considerando l’impiego delle forze dell’ordine nei servizi predisposti per Genoa-Fiorentina.
La società avrebbe quindi preferito evitare eventuali situazioni di tensione, anche alla luce del malcontento dei sostenitori blucerchiati per il difficile avvio di stagione.
Intanto, proseguono gli accertamenti sugli incidenti verificatisi ad Avellino prima della partita. Il bilancio riportato comprende un tifoso irpino denunciato e un altro sostenitore, di 53 anni, ricoverato dopo aver riportato una ferita alla testa. Gli investigatori stanno analizzando le immagini disponibili per individuare gli eventuali responsabili degli scontri.
Non si escludono provvedimenti restrittivi nei confronti dei soggetti coinvolti, mentre resta da capire se gli episodi potranno avere ripercussioni anche sulle prossime trasferte dei sostenitori doriani.
Due decisioni differenti, dunque, che alimentano il dibattito sulla gestione delle ore più delicate vissute dalla Sampdoria. Prima la scelta di disputare regolarmente la partita nonostante il ritardo nell’arrivo allo stadio, poi quella di rinunciare all’allenamento per motivi di sicurezza. Due episodi che si aggiungono a un momento già particolarmente complicato per l’ambiente blucerchiato.