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Volpi esalta Verre: «È il migliore dei centrocampisti per personalità»

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Sergio Volpi, ex centrocampista della Sampdoria, fa il punto dopo l’amichevole disputata contro il Piacenza ed esalta Verre

Sergio Volpi, ex centrocampista della Sampdoria, ha fatto il punto dopo l’amichevole che i blucerchiati hanno disputato contro il Piacenza ai taccuini de La Repubblica.

SAMPDORIA – «Ho visto l’approccio giusto. Non è mai facile. Si rischiano sempre brutte figure e invece ha creato diverse occasioni. È stato bravo il portiere Vettorel a evitare un passivo maggiore. Il Piacenza è una squadra giovane, ma ha messo in mostra idee e intraprendenza».

EKDAL – «È davvero molto forte, difficile strappargli il posto, nazionale non per caso»

VERRE – «Il primo mi è piaciuto, ha fatto ottime cose. È un giocatore su cui contare, il migliore dei centrocampisti per personalità».

BAHLOULI – «Il francese ha fato abbastanza bene, ma a volte vuole strafare. Queste gare gli serviranno anche per capire che il tocco in più non è concesso in A e neppure in B. È giovane, ha tempo per migliorare».

CAMPIONATO – «Parlo da tifoso, un club come la Sampdoria non può vivere di salvezza, deve puntare a campionati diversi. La storia parla chiaro, deve lottare per l’Europa League. Arriva da un campionato sofferto, non è facile sistemare tutto in pochi mesi. Servirebbe continuità tecnica, ma se tutti gli anni cambi i giocatori più richiesti, diventa difficile. Il modello deve essere l’Atalanta».

RITORNO – «Lo scorso anno sono venuto il derby, ero con Flachi in Gradinata Sud, e con il Napoli. Mi piacerebbe molto tornare con un altro ruolo, ma non ho mai avuto contatti. Non nego che sarebbe un sogno e spero che possa succedere. Mi chiamassero domani la sera stessa sarei già a Genova. ho avuto tantissimo e penso di aver dimostrato quanto tenevo alla maglia e alla società. Non è finita come volevo, pensavo di poter finire la carriera in blucerchiato. Per determinate situazioni ho dovuto andare via».

MAZZARRI – «L’allenatore Mazzarri ha fatto le sue scelte, non mi sono mai lamentato, ma pensavo di meritare un altro tipo di trattamento, non tanto per il calciatore, ma quanto per la persona».

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