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Sarri: «A livello di attezione dobbiamo assolutamente migliorare»

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Maurizio Sarri commenta la partita giocata contro la Fiorentina al Franchi di Firenze. Il Napoli chiude con un pareggio il 2016 e guarda già all’ultima partita di campionato che dovrà giocare contro la Sampdoria

Partita non scontata quella tra la Fiorentina di Sousa e il Napoli di Sarri. Apre le marcature Insigne con un gol da cineteca, pareggia Bernardeschi un minuto dopo. Stesso film sul secondo gol: vantaggio del Napoli con Mertens e arriva puntale il pareggio della Fiorentina con Bernardeschi. Poi è la squadra di casa a portarsi avanti con il gol di Zarate e sul finale di partita il rigore che porta la firma di Manolo Gabbiadini regala un punto alla squadra partenopea. Con questo pareggio il Napoli chiude in attivo il 2016 e guarda al 2017 con ancora un match da disputare per il girone di andata, contro la Sampdoria di Giampaolo ma tra le mura del San Paolo.
MAURIZIO SARRI COMMENTA LA GARA IN TRASFERTA – Intervenuto ai microfoni di SkySport, Maurizio Sarri commenta la gara giocata tra le mura dell’Artemio Franchi: «Manolo in queste situazioni è il più affidabile e freddo di tutti, è giusto che lo abbia tirato Gabbiadini il rigore. Non mi ha sfiorato l’idea di farlo tirare a Mertens» e sulla partita a prescindere dal rigore «La bellezza dei gesti tecnici di Bernardeschi mi sembra indiscutibile, è discutibile come l’abbiamo fatto arrivare lì. Abbiamo peccato a livello di mentalità. In realtà non è la posizione di Bernardeschi a fare la differenza è la qualità del giocatore ad avere la meglio, lui ha saputo fare la differenza in qualsiasi punto del campo si è trovato. Noi a centrocampo abbiamo sbagliato qualcosa lasciando la possibilità alla Fiorentina di approfittarne. Oltre alla tecnica poi ha una qualità dei grandi: ha coordinazione eccezione e questo è un denominatore comune solo dei grandi giocatori. La mia rabbia nasce dal fatto che vedo una squadra capace di esprimere determinate cose ma che commette ancora errori che il risultato resta sempre e costantemente in discussione. È chiaro che gli allenatori non hanno il joystick per poter controllare tutte le situazioni di gioco, quello che mi fa rabbia è che io sto cercando di creare una mentalità diversa da quella che abbiamo attualmente e vedo che stiamo facendo un po’ di fatica ad assumere atteggiamenti diversi in determinate fasi della partita. Agonisticamente cattivi ci si nasce, è difficile diventarci. Ma a livello di attenzione si può sempre migliorare. Non guardo la classifica, non mi va giù il fatto che abbiamo espresso un calcio buono e ci meriteremmo molti punti di più in classifica di quelli che abbiamo ed è solo colpa nostra».

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