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Schick e quel no alla Roma: può costare un titolo

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In estate fu cercato dai giallorossi, ieri col suo ingresso in campo ha cambiato la sfida, vincendola con due giocate di altissima classe: che impatto Patrik Schick

Era l’estate del 2016: la Sampdoria sotto guida del solito Riccardo Pecini mette gli occhi su un giovanissimo attaccante ceco, classe 1996. Il suo nome è Patrik Schick, promette bene, ha un fisico slanciato ma una coordinazione non solita a giocatori di quella statura. Naturalmente i blucerchiati non sono l’unico club italiano a seguirlo, sulle sue tracce ci sono diverse squadre ma la più convinta a volerlo fare suo è la Roma, che fa una bella proposta sia a lui che allo Sparta Praga: la differenza, che fa scegliere all’attaccante ceco la Samp è nella possibilità di vedere il campo in Serie A, oltre al prezzo del cartellino di 4 milioni di euro che sembra troppo per i giallorossi. Edin Dzeko è un concorrente piuttosto ostico, nonostante più competizioni la Roma non è in grado di garantirgli il minutaggio che vorrebbe, cosa che il Doria che punta a una stagione tranquilla e di crescita può invece dargli. Ci è voluto un po’ di tempo, mister Giampaolo lo ha gestito in maniera piuttosto conservativa ma poi al momento giusto ha saputo dargli spazio che lui ha sfruttato alla grande. 586 minuti giocati, 5 gol per lui, una media di un gol ogni 117′ che è assolutamente di tutto rispetto: Gonzalo Higuain, attuale capocannoniere del campionato, viaggia a una media di un gol ogni 98′, non tanto distante dalla sua. Mauro Icardi, a parimerito col Pipita in cima alla classifica cannonieri segna invece una volta ogni 132′. Ieri pomeriggio nel match del Ferraris Marco Giampaolo trovandosi sotto per 2-1 dopo una prova positiva dei suoi ha deciso di rischiare e buttare dentro Schick: gli è bastato poco più di un minuto per trovare il gol, e con che classe l’ha trovato. Stop di petto a saltare l’uomo e poi appoggio a incrociare di destro, il suo piede debole. Per non parlare della discesa di 50 metri palla al piede che ha portato alla punizione poi trasformata da Muriel con decisiva deviazione di Nainggolan. Due giocate che hanno svoltato una partita e l’hanno portata nella direzione giusta, fatte da un giocatore che questa sfida avrebbe potuto viverla dalla panchina del Ferraris ma con una tuta giallorossa. Due giocate che potrebbero aver tolto ogni speranza della Roma di lottare per il titolo. Alle volte il destino può essere davvero incredibile, questa volta ha voluto premiare il Doria, ma soprattutto il talento di Patrik Schick.

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