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Sibilia: «Calcio giovanile specchio e fotografia del paese»

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Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito al panorama calcistico

Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, è intervenuto ai microfoni di TMW Radio per discutere in merito al panorama calcistico. Le sue parole.

PERCORSO – «Il mio percorso è stato largamente condiviso, ma difficile, iniziato a gennaio nel giro di quattro giorni. Sabato scorso abbiamo sancito la rielezione con gli altri vicepresidenti e revisori dei conti. Il consenso mi riempie assolutamente d’orgoglio, e anche di responsabilità: per il prossimo quadriennio si parte con il riferimento del calcio di base e di quello giovanile. La LND si farà trovare pronta».

SFORZO DI SISTEMA – «Ci sono state tante difficoltà, le società si sono messe a disposizione e senza questo non era semplice portare avanti il campionato. I contributi della LND hanno alleviato un po’ di sforzi, e per questo siamo soddisfatti. Era un momento di assoluta emergenza, ora speriamo di ristabilire il campionato e portare a breve la gente e le famiglie allo stadio».

ECCELLENZA – «Venerdì, prima dell’assemblea, abbiamo fatto un consiglio direttivo, chiedendo al CONI tramite FIGC di rendere anche l’Eccellenza di competenza nazionale. Aspettiamo questa ufficialità, per poi riprendere con attenzione sulle singole realtà: abbiamo richieste che arrivano dai territori, ma per prima cosa vorrei l’interesse nazionale. Poi potremo scendere nei particolari».

SITUAZIONE ECONOMICA – «Pensiamo a migliorare il protocollo, ma anche ad individuare delle società che potrebbero aiutarci dal punto di vista economico. Sicuramente da quello medico, ma vorremmo dare sollievo alle società anche sull’economia. Per fortuna abbiamo una certa solidità finanziaria come lega».

VINCOLO SPORTIVO – «Si faceva un riferimento economico anche nella delibera: c’è voglia di tornare in campo ma sappiamo che ci sono problemi economici, dobbiamo andare incontro alle società».

SPADAFORA – «La risposta l’ha data lui stesso scrivendo che non era ferrato di sport quando ha cominciato. Ha trovato un mondo meraviglioso, dice, ma io rimango su quanto promesso e poi non mantenuto: dei contributi auspicati, non se ne sono avverati. Sono parecchi anni che sto in Parlamento e ho ricoperto altri ruoli, quando si fanno delle promesse poi vanno mantenute. Noi non abbiamo avuto quanto promesso. Dai nuovi mi aspetto che rivisitino il rapporto tra calcio di base e governo. Aspettiamo però per vedere cosa succederà, noi faremo la nostra parte sperando in una vicinanza vera, seria e concreta al nostro calcio. Ho sempre avuto parole di incoraggiamento: reputo il mondo dilettantistico e il calcio giovanile specchio e fotografia del paese. Se ci riusciremo, vorrà dire che anche il paese sarà rinato».

ELEZIONI FIGC – «Ne parlavamo già da giugno, e dissi che aspettavo il momento opportuno, arrivato quando ho deciso, dopo le assemblee, di candidarmi. Sono istituzionalmente corretto e coerente nel percorso, come Lega Dilettanti abbiamo e ho fatto passi indietro quando c’è stato il commissariamento della federazione. Ero in vantaggio ed ho fatto passi indietro, accordandomi su un percorso condiviso fino alla fine del quadriennio olimpico. Ho portato avanti quanto detto, poi alla fine vincerà uno ma ribadisco la coerenza della posizione. Sul programma dico, c’è un problema col calcio professionistico, e vi chiedo: possiamo continuare avanti con 100 società professionistiche? Il punto è qui, bisogna rivisitare quel mondo. Per approvare le riforme ci vogliono maggioranze qualificate e voto favorevole delle componenti interessate… Sull’impiantistica sportiva abbiamo difficoltà, questi sono passaggi enormi. Se vedete il programma non porto avanti un libro dei sogni, ma un progetto sobrio che pone davanti all’interesse di chi dovrà dare il consenso delle questioni, come calcio femminile, impiantistica e riforma dei campionati. Questi sono i punti salienti».

GHIRELLI – «Ho solo risposto a delle provocazioni, e le posso dire che il riscontro su quello che ho detto è stato ampiamente positivo. Tirare fuori questioni senza motivi, se non di campagna elettorale, mi ha infastidito molto. Io ho risposto, e anziché andare su nulla che tocchi la situazioni attuale, sono stato tirato per i capelli sulla polemica. Con tutto il rispetto e il riguardo, il mio interlocutore non è Ghirelli. Se lui dice a Gravina di chiuderci nella stanza, vuol dire che pensa di sapere chi ha già vinto le elezioni. Gli altri non sono stati coerenti con gli impegni presi, mentre LND mette al centro realtà, correttezza e mettere la firma, oltre che la parola. Io rivendico questa serietà, gli altri devono giustificare. Chi mantiene la parola è persona culturalmente di qualità. I ragionamenti strumentali mi indignano, e su questo risponderò colpo su colpo. Nessun dubbio».