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Thorsby controcorrente: «Dalla Samp non voglio garanzie». E quel retroscena…

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Thorsby spiazza la Sampdoria: «Non ho avuto garanzie e non ne voglio, devo sudarmi il posto». Poi svela: «Ds e scout hanno visto ogni mia partita negli ultimi quattro anni»

Da ieri, Morten Thorsby è ufficialmente un nuovo giocatore della Sampdoria. Acquistato dall’Heerenveen a gennaio scorso, il centrocampista norvegese approderà per la prima volta nel calcio italiano e sembra non vedere l’ora di poter indossare la maglia blucerchiata: «È un grande passo e non sai mai cosa può accadere quando ti trasferirsci in un club come la Sampdoria. Oltre ad essere una grande società, è un ambiente in cui devi lavorare sodo. È semplice e a suo modo brutale, devi solo lavorare. Devi vivere la tua vita da calciatore laggiù: italiani e calcio, ho già detto tutto (ride, ndr). Le esperienze nuove vanno vissute, non credo che si possano preparare più di tanto, ma mi sento pronto», ha ammesso ai microfoni di TV2. 

La concorrenza a centrocampo non mancherà, ma Thorsby non sembra preoccupato di dover lottare per ritagliarsi il suo spazio all’interno della rosa: «Non ho avuto garanzie della Samp, e non ho neanche intenzione di ottenerne. Devo lavorare ogni giorno in allenamento e far davvero tutto il possibile per giocare ogni partita. Potranno volerci due, sei mesi, un anno, non lo so. Dipende solo da me e da quanto velocemente apprenderò le cose». Fra lezioni di italiano, per non farsi trovare completamente impreparato al suo arrivo a Bogliasco, e le prime faccende da sbrigare come l’affitto di un appartamento o l’apertura del conto bancario, il classe ’96 si sta preparando alla nuova avventura a Genova. Qualcosa è cambiato, però, rispetto a quanto previsto: «Di Francesco al posto di Giampaolo? Cose del genere accadono continuamente in questi club», taglia corto il classe ’96.

Thorsby svela infine un retroscena sul grande interesse che la Sampdoria nutre nei suoi confronti da molto tempo: «Ho avuto un dialogo con entrambi gli scout e il direttore sportivo, e sento che hanno un’idea molto chiara su che tipo di giocatore io sia. Hanno guardato tutte le mie partite negli ultimi quattro anni e hanno un buon sistema di monitoraggio». A Di Francesco non resterà che metterlo alla prova.

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