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Thorsby scommette sulla Samp. Incubo addio: «Vedremo»

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Il centrocampista norvegese racconta la prima settimana di ritiro. E sull’addio alla Sampdoria risponde: «Vedremo ad agosto»

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Il ritiro della Sampdoria procede nel migliore dei modi sotto lo sguardo attento del tecnico Eusebio Di Francesco. Una delle tante note positive della prima settimana a Ponte di Legno è Morten Thorsby, prelevato a parametro zero dall’Heerenveen. Ma le difficoltà negli ultimi sei mesi della passata stagione non sono mancate: «Da dimenticare perché non era calcio, non era la situazione che volevo da calciatore. Ora sono felice perché posso concentrarmi ogni giorno per migliorare. Il mio desiderio è questo. Ho incontrato Osti di recente, mi ha detto di fare di tutto per mettermi in mostra. Imparerò il più possibile e vedremo ad agosto. Andare via? Vedremo, la strada è ancora lunga. Sono concentrato solo sulle prossime settimane. So di essere il primo norvegese nella storia della Samp, è una cosa speciale».

«Volevo venire alla Samp già a gennaio, non vedevo l’ora di avere questa possibilità. So che sarà difficile perché è un grande club, c’è molta concorrenza con tantissimi giocatori forti, ma farò del mio meglio». Il centrocampista si dice soddisfatto: «La prima settimana è andata molto bene. I ritmi di allenamento sono duri, ci sono molte sedute. Ci alleniamo, mangiamo e dormiamo. Il posto però è molto bello, ieri abbiamo avuto una giornata libera e abbiamo visto le montagne qui intorno. Il mister propone un sistema di gioco nuovo per me, si tratta di un’altra cultura. Posso giocare in tutte le posizioni, ma preferisco essere interno di destra o di sinistra che ha libertà di muoversi box to box. La mia qualità maggiore è di partire dalle retrovie e inserirmi in area di rigore, contribuendo comunque a difendere. Insomma, gioco ovunque».

Dal presidente Massimo Ferrero agli obiettivi europei: «L’ho incontrato quando abbiamo cenato tutti insieme. È stato bello incontrarlo. Ovviamente è una persona importante per il club e simpatica. Siamo un gruppo giovane, con tanto talento e voglia di migliorarsi. Vogliamo sempre fare meglio e questa è la cosa più importante. C’è molta competizione, ripeto. Penso che si sta formando una buona squadra». E sulla lingua: «Ci sono molti ragazzi stranieri. Con Ekdal parlo svedese, Praet e Barreto sanno l’olandese e gli altri parlano inglese. Non ci sono problemi – conclude ai microfoni di Telenord – ma il mio italiano sta migliorando».

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