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Torreira-Cigarini, finalmente problemi d’abbondanza in cabina di regia

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Lucas Torreira e Luca Cigarini, due registi per un posto da titolare: un dolce problema per mister Giampaolo, dato che da tempo mancava un vero interprete del ruolo a Genova

La soddisfazione dei tifosi blucerchiati, quando Luca Cigarini ha firmato con la Sampdoria quest’estate, era grande: finalmente, dopo diversi anni, un vero regista arrivava alla Sampdoria, un metronomo del centrocampo in grado di dettare tempi e movimenti della manovra. Sì perché, negli scorsi anni, pochi erano stati i giocatori dotati di simili caratteristiche a giocare nel cuore del centrocampo blucerchiato. Lo scorso anno il ruolo di perno davanti alla difesa era stato affidato a Fernando, giocatore dai piedi certamente educati, ma dotato più del temperamento dell’incontrista che non della visione globale di gioco di un vero e proprio regista. Negli anni precedenti, poi, il posto davanti alla difesa, soprattutto nell’era Mihajlovic, era stato assegnato a Palombo, sempre disponibile e pronto a seguire ogni dettame del tecnico di Vukovar, ma mancante di quel tocco vellutato che dovrebbe essere la caratteristica principale di ogni giocatore deputato a dare il “la” all’azione.

IL NUOVO CHE AVANZA – Sembrava dunque che Cigarini potesse prendere in mano le redini del centrocampo della Sampdoria, ma nessuno aveva fatto i conti con Lucas Torreira. Il ventenne nativo di Fray Bentos, di rientro dal prestito al Pescara, era arrivato a Genova per inserirsi gradualmente in squadra e per crescere alle spalle del centrocampista acquistato dall’Atalanta. Le condizioni fisiche non perfette di quest’ultimo – un problema alla caviglia che si portava dietro da tempo – hanno però portato l’allenatore blucerchiato Marco Giampaolo a provare l’uruguagio in cabina di regia, e i risultati sono stati sorprendenti: Torreira non solo ha dimostrato di poter sostenere fin da subito i ritmi della Serie A, ma ha anche fatto sfoggio di quella garra tipicamente sudamericana che tanto piace ai tifosi, rivelandosi tanto abile nell’impostare il gioco quanto “cattivo” e determinato nel contrastare ogni avversario gli si parasse davanti. Normale dunque che, anche per questioni anagrafiche e, in prospettiva futura, di aumento del valore del giocatore, il mister svizzero abbia deciso di puntare sul classe ’96, che si è impadronito del centrocampo blucerchiato con estrema soddisfazione di tutti. Un po’ meno, forse, per Cigarini, arrivato a Genova per recitare un ruolo da protagonista e vistosi scavalcare nelle gerarchie dal compagno che da lui avrebbe dovuto imparare i segreti del mestiere. Certamente, non sempre tutti possono essere accontentati, ma i problemi d’abbondanza, in questo caso, sono quelli più dolci da gestire: soprattutto in un ruolo, come quello del regista, che alla Sampdoria non vedeva interpreti di questo livello da molto tempo.

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