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Udinese-Sampdoria, Giampaolo: «Voglio ambizione, ma non presunzione»

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Anticipo di sabato, alle ore 18:00, per la Sampdoria. L’avversario è l’Udinese di Delneri: Giampaolo presenta il match in conferenza stampa

Dopo il successo interno contro il Milan, la Sampdoria partirà alla volta di Udine per la quarta trasferta di campionato. L’obiettivo è quello di portare avanti la striscia positiva di risultati, ottenuta lontano dal “Ferraris” con cinque punti in tre partite. Marco Giampaolo, in conferenza stampa, presenta l’anticipo della settimana giornata di Serie A, in programma sabato alle ore 18.00. Il tecnico blucerchiato comincia la disamina in vista della partita contro l’Udinese: «Le partite si preparano in due modi che vanno di pari passo: dal punto di vista tecnico e dal punto di vista mentale. Questa settimana ho lavorato molto di più sull’aspetto mentale, rispetto a quello tecnico, senza tralasciare le tematiche dedicate alla contrapposizione. È l’occasione per la Sampdoria di dimostrare di poter uscire fuori da quelle situazioni che possono verificarsi quando vinci la partita con un avversario superiore: è l’occasione per fare un salto di qualità mentale. Non giudicherò la squadra e me stesso in funzione del risultato al 95esimo. Farò una valutazione dei contenuti, di quello che sarà stato l’approccio mentale: in maniera nuda, cruda, asettica, senza guardare al risultato. Il salto di qualità sarà determinato dalla qualità della prestazione sul piano dell’intensità mentale».

Duvan Zapata, uno degli ex di questa partita, vuole la rivincita dopo alcune affermazioni sul suo conto poco lusinghiere da parte di Delneri: «Potrebbe essere il turno di Zapata di prendersi una rivincita: quando ti appiccicano un’etichetta hai una motivazione forte per far ricredere. Devono essere motivazioni per la Sampdoria, ma se lui ne ha di sue meglio ancora. Il primo tempo di Verona? L’abbiamo giocato male perchè non avevamo capito quali fossero le linee di passaggio migliori per mettere in difficoltà l’Hellas, non fu un problema mentale. La partita contro il Milan è dimenticata, passata: quelle partite ti devono dare la consapevolezza di potercela fare, ma non è poi scontato che tu ci riesca. Ci siamo riusciti e possiamo farcela ancora, dobbiamo creare però i presupposti. Le somme le tireremo al 20 di maggio: è giusto avere grandi motivazioni, ma non voglio la presunzione. Il presidente dice sempre: “volare basso e schivare il sasso” e lui in primo deve farlo. Calciatori e allenatore devono avere ambizioni di migliorarsi sempre, ma non bisogna essere presuntuosi. Le partite sono tutte equilibrate non ci sono differenze sostanziali: le differenze le fanno queste cose, il tenere un profilo basso».

L’Udinese come sarà? Un avversario complicato da affrontare: «La partita per loro è da dentro o fuori, sarà difficile sul piano mentale con dei margini per far bene da parte nostra perchè loro non vivono un momento di serenità. Mi aspetto un Udinese concentrata dall’alto livello di agonismo. Noi dovremo essere bravi sul piano tecnico, sul piano dell’attivazione mentale. Questo è il salto di qualità, questo è l’esame da superare che chiedo alla mia squadra».

La sosta non cambia le carte in tavola: «Non ho mai prestato attenzione a queste cose. Le soste ci sono, ci arriviamo, ma non va a compromettere il nostro lavoro: quest’anno sono pochi che vanno via e quindi possiamo scandire bene le nostre settimane di lavoro. Ci sarà un disimpegno mentale, ma non fisico nei calciatori, in modo tale da ripartire la settimana successiva».

Ferrari e Regini, titolari come tutti. Poi una scelta deve essere fatta: «Ferrari ha fatto una buona partita, è un calciatore che non avendo la caratteristica del marcatore che ha come riferimento solo e soltanto l’avversario, riesce a capire prima le cose. Per me è un titolare al pari di Regini. Logico che devo farne giocare undici, io ho la fortuna di averne più di undici titolari. Ho sempre pensato che la squadra debba essere composta da tanti titolari, più ne ho e più sono competitivo. Caprari, Linetty, Sala non hanno giocato ma sono titolari, Verre non ha giocato ma resta un potenziale titolare, Alvarez non ha giocato ma è un potenziale titolare, stessa cosa vale per Andersen e Capezzi per i quali ho stima infinita per come fanno le cose. Poi c’è qualcuno che va da solo, qualcuno che va stimolato, c’è chi mette a disposizione la sua esperienza per la squadra: 25 giocatori sono tutti diversi. Viviano? Sta lavorando, fa parte del recupero avere qualche acciacco, quando sarà pronto tornerà a giocare».

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