Editoriale

Un urlo di gioia chiamato Saponara

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Un pareggio che scalda i cuori e le gole: al 99′ Saponara fa l’Ibrahimovic e in acrobazia trova un pareggio inaspettato contro una Lazio che sulla carta era pronta ad avere la meglio

Un risultato incredibile quello di Roma contro la Lazio: un risultato che al 99′ ha strappato un urlo a tutti i tifosi della Sampdoria. Non posso essere convinto del contrario. D’altronde dopo aver sofferto per tutto il secondo tempo e dopo aver concesso, con un’ingenuità di Andersen, un rigore beffardo, non poteva che nascere spontaneo un urlo liberatorio al pareggio di Saponara. E, per come la vedo io, è ancora più bello che questo gol sia arrivato proprio da Saponara, con un’acrobazia unica fatta da un giocatore che contro la Spal, martedì, aveva confezionato una partita eccezionale e che aveva mandato un messaggio importante a Giampaolo. Il tecnico gli ha preferito Ramirez, che contro il Bologna aveva comunque fatto un’ottima partita, ma stasera l’ex Empoli ha davvero continuato a confermare che il tecnico blucerchiato può avere una qualità nel ruolo di trequartista davvero molto alta.

Al di là dell’euforia per un pareggio incredibile a Roma, contro un avversario molto ostico contro il quale probabilmente partivamo già sconfitti sulla carta, c’è da dire che tutto il secondo tempo è stato tenuto in piedi da un Audero eccezionale. Già nel primo tempo il portiere dell’Under 21 aveva trovato il tempo e il modo di compiere delle parate salva-risultato, ma nella ripresa, complice anche un po’ di imprecisione degli attaccanti biancocelesti, si è esaltato: la parata più importante è sicuramente quella su Correa, sia per il gusto di negare la rete a un giocatore che con il numero 10 blucerchiato sulle spalle ha regalato più dolori che gioie, sia perché ha dimostrato ancora una volta l’incredibile istinto di Audero. Tutta la squadra ha comunque saputo soffrire nella ripresa, ha resistito fino alla fine e ha tenuto alla fisicità dei biancocelesti, sacrificando in maniera ponderata i propri uomini. Il giallo di Linetty su Milinkovic-Savic, il rosso di Bereszynski nel finale di gara, sono sanzioni che vengono spese bene dagli interpreti sul momento, meno sul futuro prossimo: contro il Parma adesso Giampaolo dovrà inventarsi nuovamente una difesa che dovrà fare affidamento su Sala, che nell’eventualità di un recupero lampo di Gervinho fa un po’ paura. Però intanto godiamoci il presente.

Positiva anche la prova del centrocampo, soprattutto di Ekdal, che ha impostato in maniera ottima anche allungando il gioco quando necessario: il passaggio nel primo tempo, sull’1-0 della Samp, per Caprari è un’ottima lettura di gioco, così come anche il lancio per Saponara al 99′. Diversamente da Ronaldo Vieira, l’ex Cagliari ha un piede più abile sul lancio lungo, gioca con più esperienza e si vede: ottimo lo svedese, così come anche Linetty. Incerta, invece, la partita dei centrali: Colley ha svettato ripetute volte con i colpi di testa, ma ha ingenuamente corso dei pericoli che erano evitabili nel corso del primo tempo, soprattutto nei primi minuti di gioco. Andersen, dal canto suo, sembra essersi messo alle spalle l’errore nel derby e l’ultima prestazione non proprio ottima: ha giganteggiato contro Immobile e coperto quando c’è stato bisogno anche il compagno di reparto. Una gara positiva che ha messo in risalto, da parte di tutta la squadra, la grinta e l’abnegazione dimostrata fino alla fine. Una bella Sampdoria, che sebbene abbia creato poco e abbia effettivamente subito molto, ha saputo soffrire, ha saputo subire i colpi e poi affondare al momento giusto. Bene così. Ora con il Parma teniamo alta l’asticella.

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