Editoriale

Vincere e sognare, nel segno di Fabio Quagliarella

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Un 4-0 all’Udinese che permette alla Sampdoria di tenere il passo dell’Europa. Uno spot bellissimo per il calcio in vista della sfida del San Paolo

Quanto è stata bella la vittoria sull’Udinese. Lo è stato per tanti motivi, a partire dalla copertina, che recita il nome di Fabio Quagliarella a lettere ben scandite. Il nostro capitano, ritrovata la serenità da circa un anno, ha finalmente raggiunto l’Olimpo della Serie A: superato Montella nella classifica dei migliori marcatori di sempre del nostro campionato, Quagliarella è adesso il calciatore in attività con più reti all’attivo in Italia, ma anche il capocannoniere del nostro campionato, in attesa di Zapata e Ronaldo, e il recordman in grado di eguagliare quanto fatto da Batistuta, che era andato a segno nelle undici gare iniziali del campionato senza interruzioni. E col Napoli potrebbe anche superare quel record.

Al di là di questa copertina fantastica, uno spot meraviglioso per il cammino della Sampdoria, la vittoria è bella e soddisfacente perché l’Udinese ce l’ha messa tutta per far giocare male la Sampdoria: il fraseggio è stato meno intenso delle altre volte, nel primo tempo la difficoltà del centrocampo si è vista, a causa della fisicità e della legnosità della mediana avversaria, con Behrami e Mandragora che non si preoccupano mai di escludere colpi duri. Eppure nonostante questo la Sampdoria ha saputo vincere e portare a casa una vittoria che è diventata larga e prorompente soprattutto perché ha sfruttato bene, poi, gli spazi lasciati dall’Udinese: la squadra di Nicola dopo il 2-0 ha praticamente smesso di giocare, non ha mai creato un’occasione da gol, non ha saputo mettere in difficoltà Audero in nessun momento. Merito anche della difesa, della sapiente scelta di Giampaolo di mettere Colley su Okaka: il gigante ex Genk è stato autore di una prestazione davvero maiuscola, dimostrando che quando chiamato in causa non fa assolutamente rimpiangere Tonelli, un feticcio del nostro allenatore. Che l’attacco bianconero non sia riuscito a concretizzare un’azione degna di nota è anche merito della grande attenzione difensiva dei blucerchiati, che d’altronde quando non ha svarioni improvvisi si conferma una delle migliori del nostro campionato.

Guardando al futuro è chiaro che l’unico passo in avanti da compiere è l’inserimento di Gabbiadini dal primo minuto, accanto a Quagliarella, magari già a Napoli per sfruttare la voglia di rivalsa di un giocatore silenzioso, pacato ma letale, come dimostrato dal suo destro – piede debole – sul 4-0 dell’Udinese. Al San Paolo servirà la miglior squadra possibile, senza sbavature, senza errori, con questo meraviglioso Ekdal in mezzo al campo – al quale ogni settimana chiedo scusa per averlo sottovalutato in estate e bollato come acquisto poco pertinente per sostituire Torreira – e un Linetty finalmente ritrovato. La classifica, d’altronde, ci sorride e ci dà grande speranza: il pareggio del Milan con il Napoli accorcia ancora di più le posizioni calde, sempre in attesa di Atalanta, Roma e Lazio, allo stato attuale delle cose le squadre più candidate nella lotta per l’Europa League insieme alla Sampdoria. Parlare del quarto posto, per adesso, non mi piace: è ovvio che esulteremo tutti se mai dovesse succedere, saremmo tutti pronti a scendere in piazza per esultare come facemmo con Cassano e Pazzini, ma per adesso bisogna concentrarsi partita dopo partita per consolidare il quinto o il sesto posto. Poi si vedrà, quando il girone di ritorno ci avrà portato a fine febbraio o inizio marzo, in che condizioni saremo. D’altronde non dimentichiamoci che pochi mesi fa ci lamentavamo di un’altra stagione infelice e di un campionato mediocre, che adesso ci ha letteralmente sbattuto in faccia una realtà diversa. Molto più bella, molto più affascinante.

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