120 milioni per chi valorizza il vivaio: Sampdoria tagliata fuori

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© foto Mattia Bronchelli

Diritti tv per 120 milioni di euro assegnati alle squadre che valorizzano i giovani dei vivai italiani: al momento la Sampdoria è tagliata fuori

È prevista una svolta nella ripartizione dei diritti televisivi della Serie A. La modifica alla Legge Melandri proposta dal nuovo governo andrà a premiare i club che sceglieranno la linea verde e daranno maggior fiducia ai giocatori usciti dai vivai nazionali. Una somma pari a 120 milioni di euro, ovvero il 10% degli 1,2 miliardi previsti per il triennio, andranno ripartiti tra le varie squadre “in base ai minuti giocati negli ultimi tre campionati da giocatori cresciuti nei settori giovanili italiani, di età compresa tra i 15 e i 21 anni, e che siano stati tesserati per l’attuale società almeno per tre interi campionati di A“.

La norma è stata inserita da Giancarlo Giorgetti nella Legge di Bilancio attualmente in approvazione al Parlamento e prevede di fatto un ridimensionamento dell’importanza del seguito che una squadra può vantare: la percentuale d’incidenza passerà quindi dal 20% al 10% (6% per le presenze allo stadio, 4% l’audience). Il 50% degli 1,2 miliardi stanziati verrà redistribuito in parti uguali tra le formazioni di Serie A, mentre il restante 30% riguarderà i risultati sportivi conseguiti (15% nell’ultimo anno, 10% negli ultimi cinque anni, 5% risultati storici).

Di fatto, per il momento alla Sampdoria non spetterà nemmeno un euro dei 120 milioni destinati alle società virtuose in termini di inserimento dei giovani. Niente di allarmante, dato che saranno solamente 7 quelle che potranno goderne: il Cagliari con Nicolò Barella (classe ’97), il Chievo con Fabio Depaoli (classe ’97), la Fiorentina con Federico Chiesa (classe ’97) e Riccardo Sottil (classe ’99), il Milan con Patrick Cutrone (classe ’98) e Gianluigi Donnarumma (classe ’99), la Roma con Luca Pellegrini (classe ’99), il Sassuolo con Claud Adjapong (classe ’98) e il Torino con Simone Edera (classe ’97). Una novità che potrebbe portare il calcio italiano a puntare sui talenti nostrani, garantendo allo stesso tempo un’entrata economica consistente, specialmente per i club medio-piccoli.

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