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Boškov, dodici anni senza il tecnico del ciclo d’oro blucerchiato: il ricordo dell’uomo simbolo del club

Boškov Sampdoria, il ricordo dell’allenatore più vincente della storia blucerchiata riporta alla mente gli anni più belli del club: la storia di Vujadin
Il nome di Vujadin Boškov resta inciso in modo indelebile nella storia della Sampdoria. A dodici anni dalla sua scomparsa, il ricordo del tecnico serbo continua a vivere nella memoria blucerchiata, legato al periodo più glorioso mai vissuto dal club: quello della Sampd’oro. Tra il 1986 e il 1992, infatti, Boškov ha guidato la squadra nel celebre ciclo d’oro, trasformandola in una realtà vincente in Italia e rispettata anche in Europa.
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Boškov, cinque trofei per entrare nella leggenda
Sotto la guida di Boškov, la Sampdoria ha conquistato cinque trofei principali. Il capolavoro assoluto resta lo scudetto 1990-91, impresa storica che consegnò i blucerchiati al vertice del calcio italiano. A quel trionfo si aggiunsero due Coppe Italia, vinte nelle stagioni 1987-88 e 1988-89, una Coppa delle Coppe nel 1989-90 e la Supercoppa Italiana del 1991.
Numeri che bastano da soli a spiegare il peso del suo lavoro. Boškov non è stato soltanto un allenatore vincente, ma il simbolo di una squadra capace di unire qualità, personalità e identità fortissima, entrando nel cuore dei tifosi in modo definitivo.
Boškov, Wembley resta il rimpianto più grande
Accanto ai trionfi c’è poi una notte che ancora oggi fa discutere e soffrire: la finale di Coppa dei Campioni del 1992 contro il Barcellona a Wembley. La Sampdoria uscì sconfitta 1-0 ai supplementari per la punizione di Ronald Koeman, in una partita che resta uno dei rimpianti più grandi della storia blucerchiata in quanto vi era più di un dubbio circa l’entità del fallo che portò a quella maledetta punizione.
Al di là dei numeri, Boškov ha lasciato in eredità uno stile, una mentalità e un modo di stare nel calcio che hanno segnato un’epoca. Per questo il suo nome continua a rappresentare molto più di un semplice allenatore: è una figura simbolica, uno dei volti più amati dell’intera storia della Sampdoria.

