Hanno Detto
Dossena attacca la dirigenza: «I fatti li stanno condannando. Le società hanno un obbligo: rispetto per le persone»

Dossena ha analizzato il momento del club tra errori gestionali, tifosi delusi e scelte più che discutibili: le parole sulla Sampdoria
Beppe Dossena, protagonista dell’epoca d’oro della Sampdoria e oggi opinionista di Telenord, è tornato a parlare del momento delicatissimo vissuto dal club blucerchiato. Durante la premiazione al Premio Di Marzio, l’ex centrocampista ha espresso un giudizio molto duro sulla gestione societaria degli ultimi anni.
SOCIETÀ – «Questa è una società che è difficile comprendere, perché gli errori che sono stati fatti negli ultimi tempi è impossibile volerli fare con la volontà. Quindi bisogna accettare quello che stiamo vedendo, otto allenatori, sei portieri, se ci fosse un’idea, io mi auguro che abbiano un’idea, mi auguro che abbiano una prospettiva, ma i fatti li stanno condannando e io ho la sensazione che il prossimo anno saranno di nuovo lì a remare, a cercare di uscire da una situazione pericolosa, finché la gente accetta».
TIFOSI – «Peraltro, io sotto la curva non ci manderei mai nessuno dei giocatori, io da giocatore non vado mai sotto la curva a chiedere scusa, mi fischiate, ditemi quello che volete, però quella manifestazione che hanno inscenato i tifosi a Bogliasco è servita, io non ci sarei mai andato incontro, però quella protesta lì, da quel momento la squadra ha trovato qualcosina in più da spendere».
PENOMBRA – «Io ho detto che lo rivelerò all’inizio di stagione, se quella persona sarà ancora dentro la Samp. Io dico che le società sono di chi le compra, le società non sono dei tifosi, però le società hanno un obbligo: rispetto per le persone che pagano il biglietto».
Dossena non svela ancora l’identità della figura evocata, ma rilancia il tema del rispetto verso la piazza e verso chi vive la Sampdoria ogni settimana.