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Mancini svela: «Tornerei alla Sampdoria? Può essere. Vialli? Ho perso un punto di riferimento. Eravamo come fratelli»

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Mancini ha raccontato la sua carriera, i successi all’Europeo, l’importanza di Vialli e ha parlato di un possibile futuro ritorno alla Sampdoria! Le parole

Ospite al Festival dello Sport di Parma, Roberto Mancini ha parlato al pubblico del Teatro Regio raccontando momenti personali, emozioni e riflessioni sulla carriera e sulla sua esperienza alla guida della Nazionale italiana.

L’ex ct ha ricordato i grandi amici e colleghi come Gianluca Vialli e Sven-Göran Eriksson, ha valutato calciatori e allenatori attuali e non ha escluso la possibilità di tornare un giorno alla Sampdoria. Mancini ha sottolineato l’importanza di vincere e costruire squadre competitive, con un pensiero costante alla passione e al rispetto per la storia del club blucerchiato.

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Le parole di Roberto Mancini su Vialli e sulla Sampdoria

VIALLI«Ho perso un amico di tutta la vita. Ci siamo conosciuti da ragazzini e abbiamo passato insieme tutta la gioventù. Abbiamo vinto e costruito tanto alla Sampdoria, ma lui oltre a questo era una persona speciale. Era un uomo con delle qualità incredibili e se hai un amico così, nel momento in cui lo perdi, qualcosa accade. Perdi un punto di riferimento. Eravamo come fratelli».

EUROPEO«Eravamo a Wmbley, 30 anni dopo la sconfitta con la Samp. Essere lì e sapere cosa siamo riusciti a fare, consci di ciò che sarebbe potuto accadere dopo… In quell’abbraccio lì c’è stato tutto».

SAMPDORIA«Potrei tornare alla Samp? Può essere di sì, come voleva Luca».

SUCCESSI PERSONALI«Vincere non è mai semplice, neanche se alleni grandi squadre. Ogni vittoria è importante, anche se certamente quella dell’Europeo è straordinaria: la metto sopra le altre».

RECORD EUROPEO«Non abbiamo perso in quattro anni, con 37 vittorie e 7 pareggi: un record che è nella storia, abbiamo fatto meglio dell’Argentina di Maradona e del Brasile di Pelè. Giocavamo sempre per attaccare, era una squadra che voleva giocare, e lo ha fatto».

VIALLI EUROPEO«I ragazzi lo ascoltavano, perché le sue parole erano emozionanti. Il discorso prima della finale fu straordinario. La sua presenza è stata fondamentale per tutti i giocatori e tutto l’ambiente».

ERIKSSON«Tutti lo ricordavano con grande affetto, in tutta Europa. Era una persona incredibile, di una gentilezza e bontà impareggiabili. Era amato anche da quelli che non faceva giocare, e di solito non succede proprio così. Quando si arrabbiava aveva le gote un po’ rosse, ma era sempre gentile con tutti».

RAPPORTO TIFOSI«Spero conservino le emozioni della vittoria all’Europeo. Quando incontro i ragazzi giovani spesso mi ringraziano per quella vittoria».

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