Gli Ex
Mancini ricorda Boskov: «In quegli anni ci ha fatto pensare che potessimo diventare il Real Madrid!»

Roberto Mancini, iconico ex attaccante della Sampdoria, ha ricordato i due tecnici blucerchiati Vujadin Boskov e Sven Goran Eriksson
Durante il Festival della Serie A a Parma, Roberto Mancini, ex ct della Nazionale, ha voluto rendere omaggio a due figure indimenticabili del calcio: Vujadin Boskov e Sven Goran Eriksson. Il tecnico ha ricordato con emozione le caratteristiche umane e professionali che hanno reso questi allenatori due punti di riferimento nel panorama calcistico italiano ed europeo. Le sue parole
BOSKOV – «Boskov diceva che “gli allenatori sono come le minigonne: un anno li uso, quello dopo le butti in armadio”? È così ed è ancora attuale. Il primo giorno ci disse: voglio tutti senza barba e pronti per l’allenamento. Pensammo: “Ma chi è arrivato?”. Ci aveva fatto pensare che potessimo davvero diventare il Real Madrid».
ERIKSSON – «Il fatto che Eriksson abbia fatto un pellegrinaggio in tutte le squadre in giro per l’Europa e che tutti lo abbiano omaggiato con affetto fa capire che tipo fosse. Era un personaggio amato da tutti. Non era molto italiano? Ma si è “italianizzato” subito, potevano dargli anche il passaporto per me. Ha amato subito l’Italia e sposato il tipo di vita che si fa qui. Se non si arrabbiava mai? Al massimo poteva diventare un po’ rosso, ma era veramente gentile con tutti».
Le dichiarazioni di Mancini sono un omaggio non solo a due tecnici di alto livello, ma anche a due persone straordinarie che hanno saputo lasciare un segno indelebile nella vita di chi li ha conosciuti.
L’ex ct ricorda con nostalgia l’umanità, la gentilezza e la capacità di motivare dei due maestri, sottolineando quanto il calcio italiano debba molto a figure come Boskov ed Eriksson. I loro insegnamenti, fatti di rispetto, disciplina e passione, rimangono attuali e continuano a influenzare nuove generazioni di allenatori e giocatori.