
Giovanni Invernizzi ha rilasciato delle toccanti dichiarazioni sull’ex giocatore della Sampdoria Gianluca Vialli. Il racconto di una vera e propria icona senza tempo
La memoria di Gianluca Vialli e Gianluca Signorini continua a rappresentare un punto di riferimento per il calcio ligure. A margine della presentazione dell’iniziativa benefica “I due Capitani”, dedicata proprio ai due simboli di Sampdoria e Genoa, l’ex blucerchiato Giovanni Invernizzi ha voluto ricordare il valore umano e sportivo lasciato dai due campioni.
Un’eredità che va oltre i risultati ottenuti sul campo: Vialli ha rappresentato una delle figure più amate nella storia della Sampdoria, mentre Signorini è ancora oggi considerato una bandiera del Genoa. Entrambi sono diventati esempi di forza e dignità anche nel difficile percorso affrontato durante la malattia. Nel corso dell’evento, Giovanni Invernizzi ha sottolineato il significato profondo delle figure di Gianluca Vialli e Gianluca Signorini, evidenziando soprattutto il loro impatto umano. Le sue parole:
«Due eroi, soprattutto per quello che hanno saputo affrontare nel percorso della loro malattia, che hanno potuto dare alle persone che soffrono. Due eroi, sicuramente poi sul campo, nella loro professione perché, oltre ad essere stati grandissimi giocatori, hanno trasmesso passione, sono stati catalizzatori di amore, uno per la Sampdoria e uno per il Genoa. Sono diventati delle leggende per l’esempio e la forza. L’immagine di Gianluca è che nel momento della difficoltà lui c’era sempre, in campo c’era sempre. Se sbagliavi un passaggio o se avevi un momento in cui ti si annebbiava un po’ la vista, lui c’era e ti sosteneva».
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Invernizzi analizza il cambiamento del calcio
Nel suo intervento, Invernizzi ha poi parlato anche dell’evoluzione del calcio e del rapporto tra giocatori e tifosi. Secondo l’ex blucerchiato, il legame che in passato univa maggiormente i calciatori alle società era favorito dalla permanenza prolungata all’interno dello stesso club. «Genoa e Samp sono cambiate, anche rispetto al mondo che è cambiato. Il calcio è cambiato e bisogna adeguarsi ai tempi moderni, altrimenti passiamo per essere un po’ troppo vecchiotti che ricordano sempre il passato. Bisogna stare al passo con i tempi. Una volta i calciatori restavano tanti anni in una società. Il tifoso si identificava proprio nel calciatore, che stava 5, 6, 7, 8 anni nello stesso club. Quindi è un po’ più difficile che adesso si possa riuscire ad avere lo stesso effetto».
Le parole di Giovanni Invernizzi riportano così l’attenzione sul valore delle bandiere e su figure come Vialli e Signorini, protagonisti di un’epoca in cui il rapporto tra giocatori, società e tifoserie aveva un significato ancora più profondo.