
Sampdoria, inizio da incubo per la squadra di Corradi chiamata alla reazione a partire dalla sfida casalinga contro il Catanzaro. Il confronto con le stagioni 2024/25 e 2025/26
La panchina della Sampdoria si ritrova nuovamente ad altissima temperatura all’alba della stagione 2026-27. L’avvio di campionato da incubo ha fatto scattare immediatamente l’allarme nell’ambiente blucerchiato: con un solo punto raccolto nelle prime quattro giornate, frutto di un pareggio e di tre sconfitte consecutive, la squadra è scivolata fino all’ultimo posto della classifica di Serie B. La crisi precoce non rappresenta purtroppo un caso isolato, ma si inserisce in una serie di partenze ad handicap che hanno segnato il club ligure nelle ultime annate cadette, mettendo a dura prova la tenuta della gestione tecnica.
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La crisi della Sampdoria
Dopo un primo anno chiuso al settimo posto con l’eliminazione ai play-off sotto la guida di Andrea Pirlo, la stagione 2024-25 si è trasformata in un autentico calvario fin dai nastri di partenza. I dati ricordano come la partenza fu uno shock già nel corso dell’ex centrocampista bianconero: un pareggio al debutto contro il Frosinone (2-2) e due sconfitte con Reggiana (0-1) e Salernitana (3-2) portarono a un solo punto nelle prime tre gare (con 4 gol fatti e 7 subiti). Sul piano tattico, il 3-4-2-1 del maestro soffriva di marcata lentezza nelle transizioni difensive e disattenzioni sui palloni vaganti in area.
Nemmeno il successivo triplo cambio in panchina — con l’esonero di Pirlo a favore di Andrea Sottil, poi avvicendato da Leonardo Semplici e infine da Alberico Evani — è bastato a evitare il terzultimo posto sul campo. La prima retrocessione in Serie C nella storia del club è stata sventata soltanto dalla penalizzazione inflitta al Brescia, che ha permesso di disputare e vincere i play-out contro la Salernitana.
Dalla rivoluzione alle scelte
Nel campionato 2025-26 la società ha deciso di azzerare la rosa con una profonda rivoluzione dell’organico per allestire un gruppo finalmente competitivo. Tuttavia, le solite amnesie di inizio torneo hanno fatto sprofondare subito i blucerchiati in piena zona retrocessione. Nelle prime quattro uscite ufficiali della gestione guidata da Massimo Donati, la squadra ha registrato una sola vittoria e ben tre sconfitte (3 punti in classifica, 3 gol realizzati e 6 subiti). Il 4-3-3 di Donati soffriva di una grave sterilità offensiva, con una marcata disconnessione tra centrocampo e attacco e una forte tendenza a concedere ripartenze centrali agli avversari.
Questi limiti hanno causato il precoce esonero dell’ex centrocampista, sostituito dal tandem formato da Angelo Gregucci e Salvatore Foti. Nonostante un’iniziale ripresa, in primavera la squadra è scivolata di nuovo in acque pericolose, costringendo la dirigenza all’ennesimo ribaltone con l’arrivo di Attilio Lombardo, capace di conquistare la salvezza con una giornata d’anticipo.
L’attuale gestione Corradi
L’approdo di Bernardo Corradi avvenuta questa estate, forte del bagaglio maturato nelle selezioni giovanili azzurre e nello staff del Milan, doveva rappresentare l’inizio di un ciclo solido e propositivo. La realtà del campo ha invece travolto i propositi tattici del mister, complici anche gli innumerevoli infortuni che ne hanno condizionato le scelte di formazione e quindi la rosa di uomini altamente ridotta: nelle prime quattro giornate della stagione 2026-27 è arrivato soltanto un punto (0 vittorie, 1 pareggio e 3 sconfitte), con soli 3 gol fatti e ben 8 subiti. Il 4-2-3-1 di Corradi ha palesato una fortissima fragilità nelle marcature a uomo su palla inattiva e nell’organizzazione complessiva delle coperture. A livello offensivo spiccano un’inconsistenza realizzativa preoccupante (con un tasso di conversione gol fermo al 6,67%) ed errori individuali nei momenti chiave, vedasi ad esempio l’errore dal dischetto di Lauritsen nell’ultimo turno contro il Mantova. Il confronto tra queste tre stagioni mette a nudo un limite strutturale nell’approccio al campionato, dove la fortissima pressione della piazza genovese trasforma ogni partenza a rilento in un’emergenza immediata.