
Lo chiamavano “Il Genio” per assonanza col suo nome, Eugenio, ma anche per acclarare una capacità di regia non indifferente. Eugenio Corini, ex centrocampista, ex numero 5, da Bagnolo Mella fino a Verona, passando per Palermo, Torino – in doppia maglia – Napoli, Brescia, Piacenza e Sampdoria.
Al suo debutto in Serie A, al Bentegodi, trovò una vittoria, proprio sulla Sampdoria, che stese l’allora tecnico Ciro Ferrara e rilanciò i clivensi, sicuri di aver fatto una scelta coraggiosa, da premiare: Corini tornava in quello stadio, da padrone, dopo nove anni, 134 presenze e 27 goal: tra punizioni e simili. Ora i doriani sono pronti a gridare vendetta, a far sapere al loro ex centrocampista che se è stata facile a Verona non lo sarà altrettanto a Marassi.
Al Luigi Ferraris, però, in quanti ricordano Eugenio Corini? Era la stagione 1992/93, era la Sampdoria di Sven-Goran Eriksson, di Gianluca Pagliuca, di Marco Lanna, Giovanni Invernizzi, Enrico Chiesa e Roberto Mancini. La sua prima presenza con la maglia blucerchiata in Serie A, Corini la trova sostituendo Mannini al 16′ del primo tempo: gioca 76 minuti, contro l’Udinese, che perderà 1 a 2, dopo essersi accomodato in panchina per 180 minuti, contro Lazio e Ancona.
Dopo quella partita Corini sarà sempre titolare per 90 minuti fino alla 21esima di campionato, contro il Milan, quando sul 4 a 0 uscirà al 78′. Ne perderà, poi, soltanto altre tre in quella stagione: in panchina per 90 minuti contro il Torino e con Pescara e Roma, senza toccare mai il campo di gioco. 22 partite da titolare, 2 da subentrato e 5 in panchina con un totale di quattro reti: la doppietta al Cagliari (14′ e 68′) su azione la prima e su rigore la seconda; una rete all’Atalanta, su rigore procurato da Mancini, e la rete vittoria con il Brescia, partita nella quale affianca Lombardo, Jugovic e Katanec a centrocampo. Un goal ogni 500 minuti, quattro totali, e 2000 minuti in campo con la Sampdoria. Una stagione intera, praticamente. Una Sampdoria che poteva ancora dire la sua.
La Sampdoria arrivò settima e mancò di un solo punto la qualificazione alla Coppa Uefa, andata poi al Cagliari. Corini andò al Napoli e il 29 agosto della stagione successiva debuttò proprio contro la Sampdoria: 90 minuti intensi, ma per lui lo score finale fu peggiore. Prima di rivedere il Corini che ricordiamo oggi avremmo dovuto attendere il 1998, quando da Verona passò al Chievo, dove è ora. Dove proverà ad arginare la Sampdoria domani alle 12:30, al Lugi Ferraris, dove da allenatore, per ora, non è mai entrato contro la Sampdoria.