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AIC, Calcagno: «Protocollo utilizzato nel modo giusto»

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Umberto Calcagno, neo presidente dell’AIC, è intervenuto pubblicamente in merito a questioni inerenti al panorama calcistico

Intervenuto ai microfoni di Lady Radio, Umberto Calcagno, presidente dell’Asso Calciatori, ha parlato di varie tematiche che riguardano la sfera calcistica. Le sue dichiarazioni.

CAMPIONATO – «Credo che la stagione in corso sia come ce l’aspettavamo. Lo scorso campionato siamo stati colti di sorpresa, attualmente invece no e penso sia stato fatto un grande lavoro in Federazione e anche dai giocatori, visto che da maggio i top player non hanno mai avuto un momento di sosta, sia coi club che con le nazionali».

PROTOCOLLO – «Al di là di qualche inciampo credo sia stato utilizzato nella maniera giusta e che ci abbia permesso di continuare. Ovviamente il Covid ha limitato tutti, ma riuscire a continuare anche in questo periodo di semi-lockdown è stato senz’altro un valore aggiunto».

STIPENDI – «Sì ma rischiamo di essere troppo parziali parlando solo di ingaggi. Tutto ciò che stiamo perdendo non è unicamente figlio del virus, serve sostenibilità e un nuovo equilibrio economico. Siamo cresciuti tanto negli ultimi quindici anni, ma probabilmente in modo non sostenibile. Bisogna mettere in sicurezza il sistema, tutti hanno rinunciato a certe garanzie contrattuali».

MERCATO – «C’era già stato un accordo che aveva diminuito la durata del mercato estivo, ma se non è allineato agli altri campionati si rischiano svantaggi di contrattazione. Siamo legati ormai a una globalizzazione e dovremmo essere allineati almeno a livello europeo».

ELEZIONI – «Io sono stato appena eletto, mi dispiacerebbe disperdere tutto quanto di buono abbiamo fatto in Federazione. Oggi ci sembra scontato che si vada avanti, che ci sia un protocollo, ma io spero vengano valorizzati certe soluzioni che abbiamo trovato».

RAPPORTO CALCIATORI, AGENTI E CLUB – «Oggi i procuratori sono molte volte dei dirigenti aggiunti, mentre quando giocavo io erano quasi esclusivamente agenti dei calciatori. C’è però bisogno di maggiore trasparenza rispetto al passato, specificando chi lavora per chi e a quali condizioni. Solo così ne beneficeranno tutti».

RAZZISMO IN CHAMPIONS LEAGUE – «Bisognerà approfondire, se l’episodio ha i contenuti che sembra è stato davvero molto grave».