Armiliato, tenore a Hollywood: «Musica e Samp le mie passioni»

fabio armiliato to rome with love
© foto SampTV / immagini dal film "To Rome with love" di Woody Allen

Fabio Armiliato, il tenore di “To Rome with love”: «Amo la Sampdoria e la seguo in giro per il mondo». E con Woody Allen: «In tutte le interviste parlo di Samp»

Ai cultori del cinema di Woody Allen non potrà di certo sfuggire la divertente e bizzarra figura del tenore che canta sotto la doccia in una delle recenti pellicole del noto regista statunitense, “To Rome with love”. Giancarlo, nel film avvocato italiano, nonché consuocero di Allen, viene interpretato da Fabio Armiliato, che nella vita, oltre a fare l’attore, è realmente un famoso cantante lirico. Ma c’è di più, è genovese e tifa Sampdoria, e non ha perso occasione neanche di far conoscere anche a Hollywood i colori blucerchiati: «In quella circostanza – ricorda Armiliato davanti alle telecamere di SampTV – io e mio nipote Davide, che segue sempre insieme a me le partite, abbiamo sempre cercato di infilare la Sampdoria nelle interviste. Ma questo l’ho fatto sempre, in ogni situazione, da San Francisco a New York: quando mi chiedono di Genova, io parlo di pesto o di Samp. Sono stato nominato ambasciatore di Genova nel mondo: in teoria dovrei rappresentare tutta la città, ma parlo solo di Sampdoria (ride, ndr)».

«La passione per la musica è nata da piccolo – racconta il tenore -. Mio padre mi ha abituato ad ascoltare dischi, opere in teatro, ma anche altri generi di musica. Una grandissima fonte di esperienza che poi mi ha portato a fare della musica il mio mestiere. La scintilla per la Sampdoria e per la musica sono scattate insieme: avevo 6 anni quando mio padre mi portò a vedere un Sampdoria-Roma. Mi sembra che avessimo perso, ma i colori e l’atmosfera mi hanno portato ad essere sempre attaccato alla Samp, ovunque e anche nei momenti di difficoltà. Quando cominci a girare il mondo nascono i problemi logistici: non puoi andare allo stadio, così cerchi di collegarti in qualche modo. Mi ricordo l’anno dello scudetto, quando in Germania cercai di sintonizzarmi sulla partita con una radio che aveva poco segnale: per aumentarlo, mi avvicinai al calorifero e sentii la telecronaca del rigore parato da Pagliuca (a Milano contro l’Inter, ndr)».

Tuttavia, nei periodi in cui riesce a tornare nella propria città natale, il volto di Armiliato si può spesso scorgere tra le migliaia di tifosi del “Ferraris”: «Quando sono a Genova cerco sempre di essere allo stadio, anche se qualche volta, quando le intemperie sono un po’ eccessive e si rischia di perdere la voce, sto a casa: allo stadio, con tutta la buona volontà, non ci si riesce a trattenere. Perché la Sampdoria è diversa dalle altre squadre? Perché sono belli i suoi colori, la sua storia, l’atmosfera della tifoseria. Sampdoria è bello – conclude – è questo il messaggio più semplice ma più concreto». Il tenore si esibirà sabato 30 giugno proprio sul palco del Teatro Carlo Felice in occasione del “Daniela Dessì Gala”, rassegna musicale a scopo benefico e in memoria della compagna scomparsa due anni fa.

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