Bazzani difende Giampaolo: «Non gli potete chiedere lo Scudetto»

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Bazzani difende l’operato del tecnico blucerchiato: «Criticarlo è una pazzia, la Samp non è costruita per vincere»

Di Gemelli del Gol ce ne sono stati solo due, Roberto Mancini e Gianluca Vialli. Una coppia che però si è meritata nuovamente questo appellativo, grazie alle tante reti messe a segno e alla chimica formatasi negli anni di militanza alla Sampdoria, è stata quella formata da Francesco Flachi e Fabio Bazzani. Proprio l’ex bomber blucerchiato, con un passato poco glorioso anche fra le fila della Lazio, ha introdotto la gara dell'”Olimpico”, partendo dalla valutazione dei due allenatori, che hanno ricevuto diverse critiche negli ultimi tempi: «Fa parte del mestiere, ma che Inzaghi o Giampaolo possano essere a rischio per qualche risultato storto è una pazzia. La Lazio non viene da risultati devastanti. Sì, poteva vincere, ma non vedo un collasso. Se la Lazio ormai stabilmente gioca per il quarto posto, lo deve proprio a Inzaghi. E lo stesso discorso vale per Giampaolo. Ha costruito una Samp compatta, che gioca un buon calcio e che si è tolta qualche piccola soddisfazione. Non gli si può chiedere lo Scudetto».

Bazzani compie poi un tuffo nel passato, nel lontano 2005, anno del passaggio dalla Sampdoria alla Lazio: «Sono riuscito a perdere, nella stessa stagione, sia la sfida in maglia blucerchiata che quella in maglia biancoceleste. Dopo il trasferimento – racconta a Il Secolo XIXho subito affrontato la Samp all’Olimpico. Ero partito dalla panchina e poi sono entrato, ma la Samp ha vinto. A giugno però sono ritornato… Qual è stato il mio gol più bello? Ho avuto la fortuna di giocare a Genova, nella Samp e il derby, e credo che i ricordi più belli li abbia nella stracittadina». Poi si ritorna a parlare di Giampaolo, tecnico difeso da Bazzani a spada tratta: «Non si può criticare Giampaolo, né per i risultati, né per la posizione in classifica. Se la Samp fosse costruita per vincere, allora potremmo parlarne. Ma così non è, il campionato fino a questo momento è positivo. Il problema è diverso. Il problema è che nel calcio se fai male, non sei buono. Se però fai bene, l’anno dopo devi fare benissimo oppure non sei capace lo stesso».

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