Benevento-Sampdoria, Giampaolo: «Il girone d’andata si chiude domani»

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© foto Valentina Martini

Benevento-Sampdoria, Giampaolo presenta le tematiche del match nella conferenza stampa della vigilia

Primo impegno del 2018 e del girone di ritorno per la Sampdoria di Giampaolo. Trasferta a Benevento che, sebbene all’apparenza può sembrare facile, nasconde una serie di insidie che possono creare qualche grattacapo alla squadra blucerchiata. Nella abituale conferenza stampa della vigilia il tecnico doriano presenta le tematiche legate al match e esamina la situazione in casa Sampdoria: «Da Benevento a Benevento è passato tanto tempo e sono successe tante cose: son passati cinque mesi. Il bilancio è presto per farlo, magari lo faremo dopo questa partita in occasione della pausa di campionato. Per me il girone di andata si chiude domani avendo una partita in meno delle altre squadre. In campo non scenderà la classifica ma le motivazioni, la Sampdoria dovrà giocare questa gara marcando le differenze sul piano dell’attenzione, se lo faremo saremo in grado anche di affrontare gli scontri individuali».

«La Sampdoria ha iniziato da un anno e mezzo un percorso di lavoro tecnico, ma anche di mentalità. Questo concetto l’ho ribadito alla squadra anche questa mattina, non abbiamo mai giocato con il freno a mano tirato, nella mentalità abbiamo sempre ricercato un giusto tipo di atteggiamento. Cosa manca? Bisogna migliorare quella mentalità, per fare in modo che in ogni campionato si possa essere più forti. Questo deve essere il patrimonio che il club deve costruirsi a prescindere dagli interpreti. Quello che è importante è creare una mentalità di squadra in grado di migliorarsi».

Benevento da non sottovalutare, a sinistra cambia qualcosa: «Strinic non è disponibile, Zapata invece è disponibile. Il Benevento è allenato da un giovane allenatore con tante idee, e penso che possa diventare nel giro di poco tempo un allenatore di riferimento nel calcio italiano. È una squadra che gioca le partite, sta lavorando sulla mentalità, non è una squadra morta che ha tirato i remi in barca. Le partite che ho viste ultimamente mi dicono che è una squadra con qualità individuali, non è una squadra che scende in campo con delle motivazioni. Noi dovremo pareggiare lo stesso livello di rabbia e attenzione del Benevento, questo sarà sufficiente a evidenziare le differenze che devono esserci tra due squadre con tanta differenza di punti. Con il Milan l’ha agguantata, con il Chievo è riuscito a vincere, con la Juventus è andata in vantaggio non è da sottovalutare».

«La differenza la fanno il numero di vittorie: parlavo alla squadra dicendo che è riduttivo pensare di essere belli con le grandi e brutti con le piccole, va a cozzare con la mentalità che bisogna avere. Le piccole non è che ti creano meno problemi, le grandi giocano e ti lasciano giocare, le piccole cercano di non farti giocare a loro volta giocando meno. Se devi fare gol con dieci che si difendono dietro la linea della palla, rischi di essere punito in contropiede: cambiano le dinamiche, gli aspetti tecnico tattici. La maturità sta nel capire quali accorgimenti bisogna attuare con le grandi e con le piccole. Sono problematiche diverse sul piano tattico, il salto di qualità è capire quali difficoltà presenta la singola gara, non è una cosa semplice. Migliorarsi significa fare giuste scelte di gioco, cambiando anche in corsa perché spesso quello che prepari a tavolino non funziona».