Bonazzoli: «Alla Sampdoria sto da Dio. Derby? Sono pronto»

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Sampdoria, Bonazzoli racconta il momento che sta vivendo in blucerchiato: «Sto da Dio, non penso al futuro»

Federico Bonazzoli, attaccante della Sampdoria, racconta il momento d’oro che sta vivendo ai taccuini de Il Secolo XIX.

CENE – «Ormai è un continuo, con questa scusa fanno pagare solo me: per il primo gol, il secondo, il terzo, ogni scusa è buona. Io devo dire accetto di pagare per sempre pur di continuare questo che è il momento più bello della mia vita».

GRAZIE – «Dal mister ai miei compagni che mi mettono in condizione di fare bene. Non sono parole di circostanza, se non mi avessero aiutato, aspettato, inserito, non vivrei tutto questo. Vale per mister Ranieri ma anche per Di Francesco che è stato il primo a credere in me e ha avuto il coraggio di tenermi l’estate scorsa quando non avevo ancora fatto niente».

QUAGLIARELLA – «È uno dei segreti di questo momento che ripeto è il più bello della mia vita. Con lui c’è stato subito un feeling e questo ha aiutato molto perché i suoi consigli sono stati fondamentali. Oltre al fuoriclasse in campo dovreste vedere che persona è Fabio fuori. Non posso fare altro che ringraziarlo per quanto mi è stato e mi sta vicino, una persona splendida».

VICINI DI CASA IN QUARANTENA – «Sicuramente aver vissuto quel periodo così duro da soli, ma vicini di casa con Quagliarella, ha avuto un peso nel nostro legame. Ci siamo sostenuti ma anche allenati molto e ora raccogliamo. Sono fortunato perché non è scontato che un campione come lui, così come tanti miei compagni, siano così disponibili con un giovane come me. Questo gruppo è davvero speciale».

CONTRATTO – «Sinceramente il contratto non è un mio pensiero, lo sono molto di più le partite e i gol. Sul serio non ci ho pensato, devo tanto alla Sampdoria e al presidente Ferrero che ha puntato su di me a 17 anni e soprattutto mi ha aspettato tutti questi anni anche quando mi ero perso. Ora sto vivendo questa favola e non voglio rovinarmi il presente pensando al futuro. Per me problemi non ce n’è: qui a Genova sto da Dio, l’ho sempre detto da quando le cose non giravano così, figuriamoci adesso».

MOMENTO – «L’attaccante quando trova il gol scaccia qualcosa dalla testa e scatta una magia, penso valga per tutti. Quando uno è in fiducia e trova il gol azzarda anche le cose più difficili e talvolta riescono. Vedi la rovesciata di Udine o gli altri gol. A me la giocata è sempre piaciuta forse perché mi esalta l’idea dei tifosi che apprezzano se riesce. Ovviamente bisogna anche essere pratici però. Anche in questo, nel dosare entusiasmi e cinismo, Fabio è un maestro».

DERBY – «Il nostro obiettivo era la salvezza e raggiungerla quattro giornate prima della fine è una soddisfazione. Il derby è un altro obiettivo ma giocarlo o partire dalla panchina non è un problema, ci sono tante partite ravvicinate ed è giusto giochino tutti. Se il mister vuole, sa che io sono pronto, altrimenti sarò pronto la prossima. Certo affrontarlo sapendosi salvi dà una bella serenità in più».

MESSAGGI – «Ho ricevuto tanti messaggi, i più belli sono sempre della mia famiglia. Da quattro mesi non vedo mia mamma e passare il periodo più bello senza di loro è difficile. Nel calcio mi fa un grande piacere mi abbia scritto Roberto Samaden responsabile del settore giovanile dell’Inter che ha sempre creduto in me e considero il mio secondo papà».