Bucci pro rinvio: «Tifosi scusate, ma le priorità sono altre»

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© foto Valentina Martini

Il sindaco di Genova Marco Bucci commenta il rinvio di Sampdoria-Roma: «Una scelta saggia, tuteliamo cittadini e turisti»

C’era grande attesa per il match inizialmente in programma per stasera tra Sampdoria e Roma, ma il maltempo, ancora una volta, ha mandato in fumo tutti i piani. La gara, dopo la diramazione dell’allerta arancione – che dalle ore 18 si alzerà al livello rosso – è stata rimandata a data da destinarsi. Il sindaco di Genova Marco Bucci, intercettato dai microfoni di Premium Sport, ha ribadito le motivazioni del rinvio e il suo appoggio alla decisione: «Scelta saggia. Con tutti il rispetto per i tifosi, i giocatori e le squadre, la priorità sono i genovesi e chi circola. Abbiamo preso la decisione giusta, perché noi diamo la priorità ai cittadini e ai turisti. I cambiamenti climatici che provocano piogge torrenziali rappresentano un problema grosso – ha spiegato Bucci -, che sta diventando importante poiché ormai ha cadenza annuale». Le prime piogge consistenti si stanno iniziando ad abbattere sul capoluogo ligure proprio in questi minuti, ma le previsioni prevedono peggioramenti con temporali molto forti nelle ore più tarde della serata. L’allerta, ricordiamo, è stata prorogata fino alle ore 8 di domani mattina.

Questo pomeriggio anche Sergio Gambino, consigliere della Protezione Civile di Genova, ha spiegato le motivazioni del rinvio: «Sono state evidenziate delle criticità elevate, lo stadio peraltro è vicino a un torrente che in passato ha causato delle morti. Abbiamo pensato all’incolumità delle persone – ha spiegato a Retesport – il nostro unico obiettivo. Il deflusso delle persone dallo stadio avviene in una zona vicina al torrente stesso, esondato nel 2011 e 2014». Sulla possibilità di anticipare o posticipare la gara, Gambino non vuole mettere naso: «Non entriamo nel merito delle riflessioni della Lega Calcio. Noi diciamo quando non si può giocare – ha chiarito – poi la Lega valuta in base ai calendari delle rispettive squadre. Avremmo preferito di gran lunga andare allo stadio e vedere la partita, credetemi».