Bucci: «Tifo per Sampdoria e Genoa». E apre a un nuovo stadio

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Il sindaco di Genova: «Tifo per Sampdoria e Genoa». E apre a un nuovo stadio: «Siamo disposti a valutare proposte»

Tra il nuovo ponte che sorgerà sul Polcevera in estate e la fede calcistica, il sindaco di Genova Marco Bucci si è confidato ai taccuini di Tuttosport.

NESSUNA PREFERENZA – «Io al “Ferraris” vado soltanto in occasione dei derby. Li ho visti tutti da quando sono sindaco. È una festa della città a cui voglio partecipare, tanto più che le nostre due tifoserie hanno sempre tenuto comportamenti corretti e sportivi. Io tifo per Sampdoria e Genoa, non ho preferenze». 

QUESTIONE STADIO – «La mia posizione è semplice: lo stadio è in vendita. Ora i proprietari del “Ferraris” sono i cittadini genovesi, che chiedono un investimento significativo per fare tante cose. Siamo disposti a venderlo anche a una società diversa dai due club genovesi di Serie A, naturalmente se si presentasse con una proposta convincente. E siamo disponibili anche a valutare progetti che prevedano un’eventuale costruzione di un altro impianto. Restando al “Ferraris”, l’ideale sarebbe che Samp e Genoa comprassero lo stadio o in alternativa che lo affittassero per lungo tempo in modo da poterci investire. Abbiamo bisogno di uno stadio in grado di offrire altri servizi e che possa essere un centro all’avanguardia».

NUOVO PONTE – In queste ore sarà sollevato anche l’ultimo impalcato del nuovo ponte che sorgerà al posto del Morandi. Un segnale importante per Genova e per tutta l’Italia: «Ci siamo per davvero? Diciamo di sì, anche se ci vorrà ancora un po’ di tempo per chiudere i lavori. Il grosso è stato fatto, la struttura giganteggia già sul Polcevera e regala uno spettacolo fantastico. Qui da noi, in riva al mare, lo straordinario è diventato ordinario. Il modello Genova ci ha insegnato che le cose, utilizzando il cervello, tecniche all’avanguardia e industria, si possono fare e bene. Deve dunque diventare una strategia per tutto il Paese. In cosa consiste? Sintetizzando al massimo, sta nell’avere ammazzato la burocrazia, che però non significa il mancato rispetto delle procedure vigenti, e nell’applicazione di tutte le opzioni disponibili della tecnologia moderna. A ponte finito mi commuoverò e ripenserò a tante cose. Il giorno del crollo del Morandi è stato dolorosissimo, ricordarlo fa ancora tanto male. Sì, magari mi metterò anche a piangere – conclude Bucci – perché tutto quello che si è portato avanti lo abbiamo fatto con il cuore».