Cagliari-Sampdoria, Giampaolo: «Non accontentiamoci»

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© foto Valentina Martini

Vigilia di Cagliari-Sampdoria, penultimo impegno fuori dalle mura di casa per i blucerchiati. Giampaolo chiede una reazione e la prestazione

Inizia un periodo decisamente impegnativo per la Sampdoria di Giampaolo: domani la squadra volerà a Cagliari per affrontare la squadra di Lopez, poi mercoledì 13 nuovamente in trasferta dovrà battersi per la Coppa Italia al “Franchi” di Firenze. Infine tornerà di nuovo tra le mura di casa per accogliere il Sassuolo di Beppe Iachini. Impegni ravvicinati e voglia di continuare a fare bene in entrambe le competizioni. Il tecnico blucerchiato, nella consueta conferenza stampa della vigilia, presenta i temi di Cagliari-Sampdoria.

Cambiare la marcia e provare a vincere lontano dalle sicurezze di casa: «Bisogna giocare bene, con intensità e applicazione mentale sia in casa che in trasferta. Lontano dal “Ferraris” ci manca quel tipo di ambiente dove ti spingono in ventimila. Dobbiamo essere bravi a ripeterci anche fuori casa, l’atteggiamento non deve cambiare si tratta solo di gestire in alcuni momenti della partite le influenze ambientali che possono inclinare la partita per un verso o per l’altro. Anche questa è una crescita».

Giampaolo ritrova un suo giocatore: «Lopez è stato il mio capitano e il mio calciatore, un giocatore di temperamento, serio e leader. Ho avuto un ottimo rapporto con lui, purtroppo ci sentiamo poco, lo ritrovo volentieri. Il Cagliari è una squadra, da quanto è arrivato Lopez, che sta giocando sempre alla stessa maniera, battendo un certo tipo di strada, questo è un vantaggio per loro perché possono lavorare bene sulle cose da migliorare. È una squadra che in casa fa molto bene, ha idee, che fa le cose per bene. Noi abbiamo visto diverse partite e conto molto su quello che riesce a dare la mia squadra, che loro siano competitivi lo so già, so quali valori hanno, per me è determinante quello che riesce a dare la Sampdoria».

Strinic ancora in dubbio: «La Sampdoria ci arriva bene nell’ottica delle prestazioni fornite in campo, riuscisse a ripetere la prestazione di domenica sarebbe ottimo. Strinic è ancora in dubbio, ha ripreso con noi, ma ho qualche dubbio sulla sua efficienza fisica: in caso sceglierò Murru. Ha fatto bene nell’ultima gara, ovvio c’è ancora qualche esitazione, gli errori se si fanno in linea con quello che si sta facendo va bene, perché li puoi analizzare e superare. Un errore non può determinare una esclusione. Un giocatore non sta dentro solo se è un lavativo, se non si applica, se è superficiale, non in base agli errori. Il problema non si pone perché in allenamento mostra impegno, cerca di capire, fa le cose per bene».

Come si arriva ad affrontare una squadra rocciosa come il Cagliari? Proponendo il proprio gioco: «La Sampdoria domani dovrà farsi rispettare, arriviamo a Cagliari da sesti in classifica e dobbiamo essere all’altezza del sesto posto, ogni volta dobbiamo dimostrare di meritare quella posizione facendo partite all’altezza della posizione che occupiamo. Non possiamo accontentarci di giocare al di sotto delle nostre potenzialità. Io avevo detto ai ragazzi che non ci sta di prendere tre gol a Bologna, ma è anche vero che non ci sta che la Juventus abbia preso tre gol contro di noi al “Ferraris”: ma il calcio è questo, quando giochi una partita con spessore fisico e presenza, la Sampdoria nel suo piccolo deve superare la sconfitta con una prestazione di spessore. Ora pensiamo alla partita, poi dopo inizieremo a pensare alla Coppa Italia contro la Fiorentina».

Edoardo Garrone ha ammesso che già in passato avrebbe potuto arrivare in blucerchiato: «Ero già stato contattato in passato dalla Sampdoria, come ha detto Garrone. Ci sta, fa parte del nostro lavoro che poi si possa non concludere nulla. Sono opportunità che all’epoca non si sono concretizzati. Io rispetto tutte le scelte perché anche io ogni giorno faccio delle scelte per le quali mi devo assumere responsabilità. L’importante è esserci arrivato alla Sampdoria».