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Caprari giura amore: «Samp, voglio restare e realizzarmi qui»

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Caprari ha ritrovato il campo a tre mesi dall’infortunio: «Sono stati mesi duri, ma ora mi sento bene. Europa? Non è ancora finita»

L’infortunio patito in allenamento a gennaio lo ha tenuto fuori dai campi per circa tre mesi, durante i quali Gianluca Caprari ha lottato con tutte le sue forze per tornare a giocare le ultime partite di campionato. Obiettivo riuscito per il classe ’93, che può adesso guardarsi indietro con un sorriso: «Sono stati mesi duri, soprattutto il primo mese senza camminare. Con le stampelle, non potevo fare quasi niente da solo. Se non ci fosse stata la mia compagna Morena non ne sarei uscito. Ho levato le stampelle dopo ventidue giorni, mi dicono che è quasi un record. Il mio obiettivo era rientrare prima di fine campionato e sono felicissimo di averlo raggiunto. Ora deciderà il mister ma mi sento bene, i pochi minuti a Bologna, nonostante la giornata no, sono stati confortanti per me».

Tornato in campo, si ripropone l’antico dibattito che divide i tifosi; dove gioca meglio Caprari, sulla trequarti o seconda punta? «Non so più cosa rispondere – le parole di Caprari a Il Secolo XIX, io stesso ormai certi giorni mi sveglio trequartista e altri desideroso di giocare seconda punta. Diciamo che viene prima il giocare del ruolo». Certamente, giocare a fianco di Fabio Quagliarella permette di segnare di più: «Sì, il mio nuovo obiettivo personale è quello di fare il sesto gol in campionato, che mi farebbe superare i cinque della scorsa stagione. Ci proverò, ma non è un’ossessione, ci terrei di più che come squadra le vincessimo tutte».

Per quanto riguarda invece il futuro a lungo termine, Caprari sembra avere le idee piuttosto chiare: «Io sono qui dall’anno scorso e mi trovo benissimo. Non ho alcun problema nel dire che voglio stare qui e realizzarmi qui. Sono stato convocato anche in nazionale». Per quanto riguarda invece l’Europa, l’attaccante blucerchiato dimostra di credere ancora nel miracolo sportivo, cercando al tempo stesso di capire cosa non funzioni in alcune partite: «Per me non è finita, mancano 5 partite e 15 punti non sono pochi. E’ vero però che forse questo gruppo giovane deve ancora acquisire una maturità per vincere le sfide decisive. E’ il tasto su cui picchia il mister da mesi e a mio parere ci sono già dei risultati». L’importante è tornare a vincere subito contro la Lazio: «Non credo pagheranno le fatiche di Coppa Italia, sono abituati agli impegni infrasettimanali. Ma se giocheremo da Samp – la sua conclusione – non avremo problemi».

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