Caprari, da titolare a riserva: ecco perché non convince ancora Giampaolo

Caprari Sampdoria
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Caprari, l’arrivo di Zapata ti condanna alla panchina: Giampaolo aspetta una crescita mentale e maggiore autostima

Uno degli acquisti più importanti, nel mercato estivo blucerchiato, è stato certamente quello di Gianluca Caprari, arrivato a Genova nell’ambito dell’affare che ha portato Milan Skriniar all’Inter. L’ex Roma ne veniva da un buon campionato a Pescara, terminato con 9 reti: un bottino niente male, se si considera la pochezza offensiva – e non solo – della squadra abruzzese nella scorsa stagione. Caprari è stata un’intuizione di Giampaolo, il quale ha visto nel classe ’93 un giocatore su cui puntare non solo nel ruolo di esterno di un tridente, ma anche in qualità di seconda punta. L’allenatore doriano ne ha così caldeggiato l’arrivo, sicuro che sull’attaccante avrebbe potuto lavorare con grande soddisfazione. Caprari, in effetti, ha iniziato la stagione da protagonista, affiancando Quagliarella in tutte le uscite amichevoli ed ufficiali, timbrando il cartellino anche in Coppa Italia contro il Foggia e in campionato a Firenze.

Le cose sono cambiate con l’arrivo di Zapata: certo, è difficile tenere in panchina un acquisto da 20 milioni di euro, e dunque, in un certo senso, le gerarchie in campo sono state anche un riflesso delle scelte societarie. E’ pur vero, però, che con un allenatore meritocratico come Giampaolo gioca che lo merita. Perché allora Caprari ha perso così repentinamente il posto da titolare? Al di là dei meriti di Zapata, che vanno certamente sottolineati, il problema di Caprari sembrerebbe principalmente una carenza di autostima e di fiducia nelle proprie capacità, un fatto spesso sottolineato dall’allenatore blucerchiato e che evidentemente impedisce al giocatore di potersi esprimere al meglio. Nessuno ha mai contestato carenze di tipo tecnico all’attaccante, che anzi da quel punto di vista è probabilmente il meglio equipaggiato dell’attacco blucerchiato, ma la poca determinazione e fiducia in se stessi, alla lunga, si rischia di pagarla.

Ecco perché, probabilmente, Giampaolo non è ancora convinto del tutto da Caprari, sceso nelle preferenze dell’allenatore al terzo posto, ad un ruolo di subalterno e subentrante. Ciò che dovrà fare il classe ’93 per scalare nuovamente le gerarchie del tecnico sarà prendere spunto dagli ottimi esempi con cui si trova a lavorare giorno per giorno, non ultimo Quagliarella: l’attaccante stabiese, a 34 anni, è la continua dimostrazione che la fiducia nelle proprie qualità, la voglia di non mollare e la serietà negli allenamenti pagano sempre, tanto che il numero 27 è uno degli inamovibili per eccellenza di Giampaolo. Se riuscirà ad intraprendere questo tipo di strada, Caprari potrà certamente mettere in difficoltà l’allenatore sfruttando il fatto che le sue caratteristiche, in questa Sampdoria, le hanno davvero in pochi. Giampaolo e tutti i tifosi blucerchiati attendono fiduciosi lo scatto di maturità.

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