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Sampdoria, Caputo: «Ero sicuro di smettere. Sogno più grande? Giocare nel Bari»

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Sampdoria, Francesco Caputo: le parole dell’attaccante blucerchiato in merito alle sue esperienze passate prima di diventare un professionista

Francesco Caputo, attaccante della Sampdoria, ha parlato a cronachedispogliatoio.it, facendo riferimento alle sue esperienze passate prima di diventare un calciatore professionista. Le parole del blucerchiato.

GIOVANILI«Quando avevo sedici – diciasette anni giocavo in prima categoria nel Toritto e facevo provini con il Bari quasi ogni settimana ma mi dicevano che i pari età del 1987 erano tutti più forti di me e fisicamente non ero pronto. Un sabato andai a vedere il Bari in B, il San Nicola era deserto per una contestazione dei tifosi e mi ritrovai da solo in curva col mio mister del Toritto. C’eravamo solo noi due e ricordo che gli dissi: ‘Mister il mio sogno è giocare in questo stadio. Troppo bello, troppo grande!’. Questo è un momento che conserverò dentro di me per sempre».

GROSSETOIn quel periodo sono andato a provare anche con il Grosseto che era in B. Ho fatto un paio di allenamenti e mi volevano tesserare, ma alla firma hanno chiesto ai miei genitori ottocento euro di vitto e alloggio al mese. Mia madre casalinga, mio padre muratore per noi era impossibile. In quel momento per me era finita, le avevo provate tutte. Ero sicuro di smettere, volevo andare a lavorare con mio padre. Il destino però a volte ti sorprende».

BARI Nel 2008 ho esaudito il mio sogno più grande: giocare nel Bari. Alla seconda da titolare al San Nicola c’è proprio il Grosseto. Primo gol di testa sotto la nord, esulto come un pazzo. Pareggiano e andiamo all’intervallo 1-1. Riparte la gara, prendo palla da metà campo, punto la difesa e incrocio col destro, doppietta, cade giù lo stadio, mi tolgo la maglia. Poco dopo ho fatto anche il terzo, tripletta, follia totale. Mi butto a terra e mi metto le mani in faccia».