Casini: «Primo anno una sfida. Ecco su cosa deve lavorare la Serie A»
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Casini: «Primo anno una sfida. Ecco su cosa deve lavorare la Serie A»

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Lorenzo Casini, presidente della Lega Serie A, ha toccato diversi temi inerenti al campionato italiano: le parole

Lorenzo Casini, presidente della Lega Serie A durante il suo intervento al Business of Football Summit ha toccato diversi temi inerenti al campionato italiano e non solo. Ecco le sue dichiarazioni.

PRIMO ANNO E NUOVE SFIDE – «Primo anno? Molto sfidante, anche considerando che fino a marzo in Italia abbiamo avuto gli stadi chiusi per il Covid. Sulle divisioni, quello che ho imparato è che ogni lega è divisa a modo suo. Abbiamo provato a migliorare la situazione, il governo e il parlamento danno il loro. Quello che abbiamo ottenuto è di cambiare la norma sui diritti tv internazionali potendoli vendere senza limiti di tempo. Hanno modificato la norma che inizialmente ci creava un problema, le limitazioni non aiutavano e ora non ci sono più. Serie A deve lavorare su tre temi: ricavi, infrastrutture che è la priorità e cultura. Lo scorso dicembre abbiamo approvato un documento su come il calcio italiano può essere migliorato».

NUOVI INVESTITORI E NUOVI FONDI – «Siamo consapevoli che questo interesse dall’estero c’era anche negli anni migliori ma era difficile da realizzare. Hanno portato diversità e anche le loro conoscenze anche a livello internazionale. Alla fine credo sia positivo avere questa diversità, ogni proprietà porta qualcosa di diverso. È troppo presto, abbiamo solo ricevuto manifestazioni di interessi. Non c’ero all’epoca dell’offerta di CVC, ma quello che è capitato è che abbiamo vissuto un dramma tipicamente italiano, in cui non si segue la regola di capire prima cosa fare. Siamo aperti ad ascoltare le proposte, ma è importante per la Serie A avere prima un progetto e poi aprire ad interessi dall’esterno».

MEDIA COMPANY «Sono due parole che possono dire tante cose. La Serie A è già una media company, cosa che ci ha permesso ad esempio di essere la prima lega di usare il fuorigioco semiautomatico. La riforma è legata al disegno a livello istituzionale: come può una associazione di club vendere meglio il proprio prodotto? Forse è meglio avere una società separata per farlo. L’assemblea ne discuterà, avremo diverse opzioni. Chi la possiederà? I club se seguiremo questo specifico modello. Nella mia visione sarebbe però in totale controllo della Lega Serie A altrimenti perderebbe la propria funzione».

PROBLEMA INFRASTRUTTURE «Dobbiamo ricordare che in Italia il calcio è lo specchio del Paese. L’Italia ha un problema infrastrutturale come Paese e c’è anche nel calcio. Quello che abbiamo imparato è che il problema non è legislativo, non è economico, il problema è burocratico, servono permessi a tutti i livelli. Per questo progetti come la candidatura a Euro 2032 può aiutare. Come risolvere il problema? Abbiamo preparato specifici progetti per ciascuno stadio anche a livello burocratico e li porteremo al Governo. Speriamo che almeno possa accelerare i processi».

DOMINIO PREMIER LEAGUE «Il punto è che se guardiamo al sistema complessivo anche a livello sportivo pure per le federazioni, la situazione è diversa rispetto al solo aspetto economico. È cruciale che ci sia un cambio di paradigma a livello di cooperazione, senza non c’è modo di migliorare il calcio».

CONTRO LA SUPERLEGA «Come ho sempre detto, dobbiamo capire seriamente e analizzare profondamente le ragioni per cui è nato il progetto. Poi si può discutere su tempistiche e come è stato presentato il progetto, che non è stato positivo. Dobbiamo capire le ragioni. Sarò curioso di vedere la decisione della Corte UE, c’è un tema della separazione dei poteri che è un principio che riguarda anche le istituzioni. C’è conflitto di interessi UEFA? Non ho una risposta».

PROPOSTE PER MIGLIORARE IL CALCIO «Ho bambini e vedo come reagiscono alle partite oggi. Bisogna essere consapevoli di quello che ha fatto la Formula 1 per riacquistare pubblico dopo anni complicati. Ricordo i cambiamenti fatti anni fa, come la regola del portiere sul prendere la palla con le mani sul retropassaggio. Non è un tema per le leghe, ci sono IFAB E FIFA, ma servono proposte per rendere il calcio più divertente per le generazioni più giovani».

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