Caso Obiang, gli avvocati di Ferrero: «È stato un processo mediatico»

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Il commento degli avvocati del presidente Massimo Ferrero sulla sentenza emessa del tribunale di Roma

Nella giornata di ieri il tribunale di Roma ha emesso la sentenza di archiviazione sul caso Obiang a carico di Massimo Ferrero. Il Secolo XIX riporta il commento degli avvocati del presidente della Sampdoria sul verdetto.

LE DICHIARAZIONI DI LUCA PONTI – «Erano stati ipotizzati sette reati, quattro truffe, un’appropriazione indebita, uno fiscale, uno riciclaggio. Ognuno di questi si portava dietro altri episodi collegati. Avere ottenuto un proscioglimento perché il fatto non sussiste, la formula assolutorio più ampia possibile, significa che siamo riusciti a dimostrare che le prove di questi reati non c’erano. Non esistevano».

LE DICHIARAZIONI DI GIUSEPPINA TENGA – «Il presidente Ferrero sapeva di non aver fato nulla, il non voler chiedere il rito abbreviato è stato un atto di coraggio da parte sua. Ci ha detto “sono talmente sicuro di essere pulito che voglio rischiare il rinvio a giudizio”. E coraggioso è stato anche il giudice. Si è trattato di un processo mediatico per mettere in mezzo Ferrero e la Sampdoria, per creare problemi a entrambi. Era strumentale a sostenere che avesse utilizzato i soldi della vendita di Obiang per i propri interessi. E i problemi sono stati effettivamente creati. Basti considerare ad esempio la reazione rabbiosa di molti tifosi nei suoi confronti. Durante questi mesi sono stati lanciati con continuità dei messaggi strumentali attorno a questa vicenda con l’obiettivo di offuscare l’immagine del presidente».