Cassano eterno: «Voglio tornare, solo i pipponi si sentono ex»

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Cassano vuole tornare a giocare: «Ho perso 5 chili in un mese e mi alleno. Sono e sarò sempre un calciatore, solo i pipponi dicono di essere ex»

Dopo l’addio, il secondo, alla Sampdoria, Antonio Cassano non ha più trovato una squadra disposta ad accoglierlo. Solo l’Hellas Verona lo aveva tesserato l’estate scorsa, ma il fantasista dopo poche settimane ha troncato il rapporto con i gialloblù dopo vari ripensamenti. L’ex numero 99 blucerchiato non vede l’ora di tornare a giocare e, nonostante i 35 anni di età e gli ultimi mesi lontano dai campi, si sente ancora in grande forma: «Io sono e sarò un calciatore in eterno – chiarisce subito ai microfoni di Sky Sport – perché solo i pipponi possono dire di essere ex calciatori. Vuol dire che lo erano anche quando giocavano».

«Non so quando succederà, ma sicuramente voglio continuare. In un mese ho perso 5 chili – assicura Cassano – sto bene e voglio continuare a giocare, non per i soldi, non l’ho mai mai fatto in tutta la mia carriera,ma per orgoglio personale. Voglio vincere la mia sfida, voglio dimostrare a tutti che posso fare ancora la differenza. Ne sono convinto, perché non ho mai avuto infortuni e sto benissimo. Gioco 3-4 volte a settimana a tennis e mi alleno ogni pomeriggio, mi voglio tenere in forma perché se dovessi iniziare una preparazione pre-campionato voglio partire alla grande e andare a mille».

Possibilmente vicino alla “sua” Genova, ma le pretese non sono troppe. Cassano chiede un progetto da sposare in tutto e per tutto e degli obiettivi per cui lottare: «Una squadra che abbia già un’idea gioco, che abbia delle proposte e dei giocatori interessanti. Se devo lottare per la retrocessione e poi andare giù, preferisco stare a casa con mia moglie e i miei figli. Serve una squadra che abbia un allenatore che punti su di me e mi faccia rendere al massimo». Anche se le cassanate a cui ormai ci ha abituato, non potranno sparire del tutto: «Si devono sempre mettere in conto, ma molto, molto meno, perché ho due figli che stanno crescendo e devo rendere conto anche a loro. Adesso il più grande mi chiede perché non sono rimasto tanti anni al Real Madrid: gli ho detto che ero un po’ pazzerello – conclude scherzando – poi spiegherò tutto quando saranno più grandi».