Castro e Campedelli in coro: «Dimostriamo di meritare la Serie A»

Castro Sampdoria
© foto www.imagephotoagency.it

Castro e Campedelli caricano il Chievo: «Ci siamo imborghesiti, dobbiamo dimostrare di meritare la Serie A. Dobbiamo sfruttare le due prossime partite in casa»

Dopo la pausa per le Nazionali, il campionato di Sampdoria e Chievo ripartirà sabato alle 18 dalla sfida cruciale del “Bentegodi”: il centrocampista gialloblù Lucas Castro ha fatto il punto sullo stato mentale della squadra dopo la sosta: «Abbiamo lavorato di più e parlato fra di noi, in queste due partite in casa dobbiamo fare punti e cercare di stare davanti alle ultime tre della classifica. Siamo entrati in un tunnel nel quale ci è diventato difficile fare punti, ma la partita di Milano è stata una prova del fatto che il gruppo ci sia e che vogliamo uscire da questa situazione. Giocando così in queste due partite possiamo fare punti».

Il cambio di modulo e il passaggio ad un più equilibrato 4-4-2 ha portato benefici alla squadra: «Sì, prima volevamo essere più offensivi ma prendevamo troppi gol, ora ci siamo organizzati meglio. Io posso giocare sia come interno a centrocampo che come esterno, conosco bene il ruolo. Il gruppo soffre di questa situazione, ma vedo i miei compagni carichi, vogliosi di uscire da questa situazione. Il fattore campo? Aspettiamo il sostegno dei tifosi, ci servirà molto: dovranno incoraggiarci per uscire insieme da questa brutta classifica». Il Chievo è chiamato a fare i calcoli per la salvezza: «Penso che con 34 punti ci si possa salvare, mancano 10 partite e con 4 vittorie dovremmo essere a posto. Dobbiamo cercare di mantenere la tranquillità e – conclude l’argentino – approfittare del vantaggio che ancora abbiamo».

A parlare del delicato momento dei clivensi è stato anche il presidente della squadra, Luca Campedelli: «Forse abbiamo pensato tutti di essere troppo bravi. Abbiamo mollato e non possiamo permettercelo. Nel 2013-14 avevamo un punto in meno e ci salvammo all’ultimo con Corini. Solo che a quei tempi eravamo ancora abituati a lottare, ora non più, – ha detto il numero 1 gialloblù a La Gazzetta dello Sportci siamo imborghesiti e non fa parte del nostro Dna. Maran obbligato a vincere? Abbiamo l’obbligo di tornare a essere quello che siamo. Un primo segnale lo abbiamo dato a San Siro, ora c’è la necessità di fare punti. Voglio rivedere il Chievo che fa la guerra e lotta con cuore e gambe, altrimenti possiamo scordarci la salvezza. Tutti dobbiamo sentirci in discussione. La Serie A non è un diritto divino, dobbiamo dimostrare di meritarla».