Cellino duro: «Serie A? Ma quale ripresa. Non me ne frega un c…»

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Il presidente del Brescia ha le idee chiare: «Serie A? Ma quale ripresa. Prima la vita, si pensi all’anno prossimo»

Massimo Cellino non vuol neanche sentir parlare di date, di campionato, di allenamenti. La Serie A è ferma e così deve rimanere fino a settembre, quando si spera il Coronavirus sarà solo un ricordo e una nuova stagione potrà ricominciare: «Ma quale ripresa, ma quale stagione da concludere, io penso all’anno prossimo, solo a quello. Da Brescia ricevo continuamente notizie, e sono tutte pazzesche, eppure la città sta affrontando la tragedia con una dignità che imbarazza», sottolinea il presidente del Brescia.

«E mi volete parlare di campionato, di scudetto? Non me ne frega un cazzo… Ho paura ad uscire di casa, mi sta venendo la depressione. Non bisogna pensare a quando si ricomincia, ma se si sopravvive. E se parliamo di calcio, tutto deve essere spostato alla prossima stagione. Realismo, signori. Questa è la peste. E poi avete letto o no il comunicato dei tifosi della Lombardia? Non vogliono che si riparta. Lo vietano loro, non la federazione. Prima la vita. La vita, cazzo. Ci sono ultrà che portano l’ossigeno agli ospedali, altri che piangono i loro morti, altri ancora intubati. Non si può più giocare quest’anno. Si pensi al prossimo».

Sull’assegnazione dello scudetto, Cellino taglia corto: «Si è giocato un terzo del campionato. La stagione è andata, se qualcuno vuole questo scudetto maledetto se lo prenda pure. Chiuso. Finito. E non parlo così perché il Brescia è ultimo in classifica. Siamo ultimi perché ce lo meritiamo. Io per primo lo merito. Facciano quello che vogliono. Penso a quelli che perderanno il posto di lavoro, a quelli che stanno morendo», ha concluso a Il Corriere dello Sport.